ESCLUSIVA TGC – Liccardo: “Savoia, ci vediamo al ritorno. Ci getteremmo nel fuoco per Agovino”

Capitano con la C maiuscola. Parlare con Crescenzo Liccardo vuol dire avere a che fare con la rappresentazione concreta di cosa voglia dire giocare con il Giugliano e per Giugliano. Il centrocampista ha accettato volentieri le responsabilità insite in un ruolo complicato come il suo, chiamato a battagliare per la squadra della sua città. Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, ecco le sue dichiarazioni.

Crescenzo, prima di entrare nel dettaglio degli episodi che hanno caratterizzato la partita, è doveroso fare una considerazione di tipo generale. Mister Agovino ha parlato di un match dove le squadre hanno avuto il predominio per un tempo a testa, con il Giugliano che, nella ripresa, ha mostrato una reazione che si è basata su intensità e organizzazione. Come mai nella prima frazione questi elementi vi sono mancati?

“È palese che il primo tempo sia stato appannaggio del Savoia e il secondo del Giugliano, anche se loro non lo ammettono. Alle volte il calcio è strano, vengono fatte passare per false cose che invece sono evidenti. Nel primo tempo le loro marcature a uomo ci hanno colti di sorpresa, difatti Osuji mi seguiva praticamente in ogni zona del campo. Hanno cercato quindi di non farmi entrare nel vivo della manovra. Inoltre, giocando in casa, avevano qualche spinta in più. Il gol è arrivato sugli sviluppi di questo calcio d’angolo, a seguito del quale il Savoia ha mostrato buone cose. Nella ripresa ci siamo disposti in maniera diversa e, eccezion fatta per l’episodio del rigore, ritengo che gli avversari non abbiano proprio visto la nostra metà campo. Qualche loro tesserato ha invece detto di aver dominato anche nella ripresa ma, personalmente, non sono assolutamente d’accordo. Non mi aspettavo certe dichiarazioni in sala stampa, dov’è stata vomitata rabbia nei nostri confronti”.

Per te non è stata una partita semplice da gestire, e non solo per motivi legati alla qualità degli avversari. Avevi una pressione non indifferente, alimentata da un atteggiamento di una parte, importante sottolinearlo per non fare di tutta l’erba un fascio, dei tifosi del Savoia, che ti hanno dedicato cori assolutamente sgradevoli. Quant’è stato difficile dover reggere tutto ciò?

“Ho la fortuna di avere un carattere che mi aiuta in certe dinamiche. I cori li sentivo, non gli ho dato eccessivo peso però non nego che è sorto in me un po’ di rammarico. Ho vinto a Torre Annunziata assieme a Rosario Di Girolamo,  il sottoscritto fece anche la scelta di rimanere e diventare il capitano, cosa fortemente voluta dai tifosi. Dopo tutto ciò, sentire certe parole non mi ha fatto piacere, anche perché ritengo di non meritarle. Sono stati toccati inoltre temi personali, come la famiglia, e ciò non ha nulla a che vedere con il calcio. Si vede che mi temevano molto, sia in campo che fuori. A me questo, quindi, può solo fare onore e caricarmi, e credo che in partita si sia vista questa mia intensità. Giusto sottolineare che si trattasse solo di una parte della tifoseria, infatti, quando sono uscito, ho applaudito qualcuno che ho sentito dissociarsi da quest’azione poco signorile, memore di quanto di buono fatto dal sottoscritto per il Savoia. È doveroso da parte mia precisare che con una buonissima parte dei tifosi del Savoia ho un rapporto squisito, perché non rinnego le piazze nelle quali ho giocato. Discorso, questo, che vale anche per Di Girolamo. A quei tempi ebbi problemi con l’ex allenatore e con la società, con i tifosi non successe nulla. Udire certe parole fuori posto  da parte di qualcuno mi ha dato comunque fastidio, perché certa  gente è stata ingenerosa dal primo minuto sia nei miei confronti che con Di Girolamo. Anche sui social sono state scritte cose poco carine. D’altro canto, questo mi ha permesso di sentire i tifosi giuglianesi ancora più vicini. Quando siamo andati a rendere omaggio al loro tifo perpetuo, ci hanno detto di non curarci di certe offese e pensare all’ottima prestazione. Questo è un qualcosa di unico. Sono giuglianese, e questo sostegno per me vale più di mille vittorie. Ad ogni partita è un’emozione sempre più grande”.

Il rimpianto per non averla pareggiata è sicuramente presente, ma possiamo dire che il Giugliano, complice quanto di buono fatto vedere nei secondi 45’, ha trovato la definitiva consapevolezza di essere una squadra in grado di potersela giocare con tutti? Voi l’avete sempre saputo, ma ieri è arrivata una dimostrazione non indifferente dal campo.

“Abbiamo sempre saputo di essere forti, ieri l’abbiamo dimostrato soprattutto nel secondo tempo. Bisogna sempre vedere il bicchiere mezzo pieno: da questa sconfitta bisogna quanto di buono fatto. Non so quante squadre saranno in grado di andare a giocare a Torre Annunziata e mettere il Savoia alle corde, impendendogli di uscire dalla propria metà campo, come fatto dal Giugliano nel secondo tempo. Siamo stati davvero bravi a giocare sempre palla a terra. Le occasioni le abbiamo avute, il portiere ha fatto una grandissima parata su Caso Naturale. Dobbiamo ripartire dalla dimostrazione di forza che abbiamo dato, il nostro secondo tempo è stato giocato ad alta intensità e con qualità nella manovra contro quella che resta un’ottima squadra. È stata interpretata in maniera sbagliata una mia intervista, dove mi è stato chiesto se avessi o meno paura del Savoia. Ecco, secondo me si ha paura quando c’è da affrontare una guerra. Detto questo, perché avrei dovuto temere il Savoia? Non è una squadra superiore al Giugliano, altrimenti avrebbero vinto con 4-5 gol di vantaggio, facendo la partita dal primo minuto al novantesimo. Così non è stato e hanno addirittura dichiarato di aver avuto il dominio del gioco anche nella ripresa. Tutto ciò è scorretto, considerando anche il torto subito dal Giugliano in occasione della rete del pareggio ingiustamente annullata. La responsabilità è del guardalinee, difatti l’arbitro mi ha detto che stava per assegnare il gol, ma non si è assunto la responsabilità. Qualora fosse stato effettivamente gol, chi può sapere cosa sarebbe successo nella restante mezz’ora? Purtroppo è andata così, ma la nostra prestazione nella ripresa nessuno può sminuirla. Continuo a non capire come i calciatori del Savoia facciano a parlare di una loro superiorità netta”.

A tal proposito, il giovane Tascone ti ha citato in sala stampa al termine del match. Ti hanno infastidito le sue parole?

“Le tratto con indifferenza, è un ragazzino, onestamente prima della partita nemmeno lo conoscevo. Anzi, al termine del match gli ho anche dato la mano perché a mio avviso ha giocato bene, ma non mi aspettavo certi atteggiamenti dinanzi ai microfoni, hanno trattato la partita contro di noi come se fosse valevole per la Champions League”.

Il fatto che il Savoia sentisse molto questa partita può essere interpretato come un attestato di stima per il Giugliano.

“Il campionato è lungo, c’è ancora il ritorno. Spero che sarà una partita emozionante tra due squadre forti. Ieri ha esultato il Savoia, ma le somme si tirano alla fine. Da giuglianese e capitano del Giugliano mi dà un enorme fastidio ricevere certe offese. Noi che difendiamo i colori della città che ci ha dato i natali diamo ancora di più l’anima. Giochiamo per Giugliano e per il Giugliano. Un legame così forte, come ti dicevo, non può che essere elevato all’ennesima potenza da una tifoseria, la nostra, che ci sostiene a prescindere dal risultato e ci ha dato manforte anche dinanzi al trattamento ricevuto. Il Savoia magari vincerà il campionato, in tal caso stringeremo la mano ai calciatori ma, come ho detto poc’anzi, c’è da giocare il ritorno. Loro ci hanno fatto la guerra, noi gliela faremo con il doppio dell’incisività. Non avrò mai paura di una squadra di calcio, che sia il Real Madrid o altre, perché con me ho una famiglia, credo che in campo si noti, ma sottolineo che anche fuori è la stessa cosa. Calciatori e allenatore sono un tutt’uno, noi per il mister siamo pronti a gettarci nel fuoco. Senza questo spirito non sarebbero arrivate vittorie e prestazioni. Il campionato è lungo, ci toglieremo delle soddisfazioni”.

La prossima è una di quelle partite che resteranno nella storia della città di Giugliano. Sei d’accordo nel dire che bisognerà trovare il giusto equilibrio tra l’euforia per l’avversario e l’equilibrio fondamentale per poter dare il massimo e preparare al meglio la sfida?

“Il Palermo è una squadra fortissima e sta facendo un campionato a parte. Ci tengo però a precisare che il Giugliano affronta ogni partita con la stessa dedizione, quale che sia l’avversario. La nostra è una squadra composta da calciatori da Serie D che, per scelte personali, hanno deciso di giocare su campi messi in malo modo, tra i più brutti della Campania, così da portare in alto il nome del Giugliano. Ora si presenta una partita di questo calibro, motivo per il quale ognuno di noi vorrà dare il massimo. Vedremo cosa accadrà, ma noi cercheremo di mettere in campo ciò che chiede e prepara il mister, al quale non interessa l’avversario. Vuole che facciamo la partita e ci proveremo, perché questa squadra gioca alla grande”.

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