ESCLUSIVA TGC – Agovino: “Le indisponibilità pesano, ma nelle difficoltà emerge il lavoro fatto”

Non c’è squalifica che tenga dinanzi all’amore di Massimo Agovino verso il calcio e il Giugliano. L’allenatore dei Tigrotti è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni e, tratto che sta caratterizzando la sua gestione, non ha timore nell’affrontare argomenti delicati.

Buonasera mister, cominciamo con una considerazione sull’ultima partita contro il San Tommaso. Il tridente titolare indisponibile e un campo con dimensioni  condizionanti per un gioco, il vostro, che cerca l’occupazione degli spazi creati dai movimenti senza palla oltre alla possibilità, attraverso il palleggio, di giocare alle spalle delle linee di pressione degli avversari. Una serie di fattori, dunque, che rendono il pareggio un risultato da accettare senza eccessivi drammi.

“Il punto di domenica scorsa fa storcere il naso a chi non è consapevole della situazione di difficoltà che vive il Giugliano a causa di squalifiche e infortuni. Domenica, contro il Roccella, toccheremo l’apice di questo momento, dato che all’assenza del tridente bisognerà aggiungere le indisponibilità di Carbonaro e Liccardo. Alle volte non si vuol vedere la realtà delle cose, anche perché, in merito al San Tommaso, parliamo di una squadra reduce da un pareggio contro il Palermo e da una sconfitta negli ultimi minuti contro il Messina. Ergo, bisogna andarci piano con questo tipo di critiche. Non è mia intenzione trovare alibi per ciò che concerne le dimensioni del campo, che mi limito a definire non congeniale alle caratteristiche del nostro gioco, che necessita di un rettangolo verde con un’ampiezza diversa, dove poter cercare la ricerca del presidio delle mezze posizioni, che lì praticamente non esistevano, a onor del vero anche a causa della bravura di Liquidato nel secondo tempo, abile a mettersi a specchio così da limitarci. Bisogna tener conto anche degli avversari”.

Complice quanto detto in apertura, ovvero il corposo numero di indisponibili, oltre alla necessità di punti della compagine che stiamo per citare, la partita contro il Roccella si preannuncia una battaglia.

“Certe squadre in cerca di punti, soprattutto quando si entra in questa fase della stagione, sono davvero insidiose. Dovremo essere bravi a sfruttare il nostro valore aggiunto, ovvero il fattore casa, dato che tra le mura amiche siamo un rullo compressore. Il calore dei tifosi sarà, come sempre, fondamentale. I numeri ottenuti in casa testimoniano quanto detto. Domenica, come detto prima, avremo cinque indisponibili e non finisce qui, perché Mola non si allena da martedì mentre Impagliazzo è stato tutta la settimana fuori per noie muscolari. Abbiamo problemi seri, mi auguro finiscano presto perché è ovvio che la preparazione della partita e il match stesso ne risentano. Stiamo giocando un calcio diverso per ovviare a quanto appena evidenziato. Giocare a rombo non è semplice, richiede un certo tipo di meccanismi, delle codifiche diverse. Questo cambiamento è reso maggiormente complicato dal fatto che ultimamente abbiamo un reparto avanzato completamente nuovo, con un giovane come Dublino e un rinforzo da poco più di un mese con noi, ovvero Esposito. Devo però dire con grande gioia che la squadra sta rispondendo bene, dato che contro il Marsala i ragazzi non mi sono per niente dispiaciuti, anzi forse nel palleggio siamo stati anche superiori rispetto agli standard, e la conferma della solita dedizione della mia squadra è arrivata domenica scorsa, dato che i primi quaranta minuti sono stati davvero divertenti e ben giocati. Si sta dunque cercando di superare con il lavoro e le idee un periodo difficile”.

Il nutrito numero di assenze è coinciso con il passaggio al 4-3-1-2, diventato 4-1-4-1 in alcuni istanti delle ultime uscite. Quant’è stato importante, in questo cambiamento, contare sui principi che vi caratterizzano e che vi permettono di variare alcune sfaccettature del vostro gioco senza snaturarvi? Un esempio concreto: il gol di Orefice contro il Marsala, nato da una giocata in verticale di Tarascio che permette al giovane attaccante gialloblu di involarsi alle spalle della linea difensiva avversaria, è una proposta che caratterizza il Giugliano indipendentemente dallo schieramento.

“Questa filosofia del Giugliano deriva dall’evoluzione del proprio allenatore. Il sottoscritto nasce con un’idea di calcio molto diversa da quella che propone ultimamente. Ero un sostenitore convinto degli schemi, che man mano aumentavano. Non c’era una soluzione che non fosse preordinata e questo, crescendo come allenatore, non mi rendeva più felice come un tempo. Ho studiato, ho fatto miei concetti nuovi così da poter capire come migliorare. Questa è una cosa che dico spesso alla squadra. Ho scoperto cosa significasse lavorare per principi, una dinamica totalmente diversa che, però, necessita di tempo, che spesso non è concesso ma, prima ad Agnone e poi a Giugliano, le rispettive società hanno riposto fiducia in Massimo Agovino, visto come punto fermo più che come una persona deputata a portare risultati senza considerare la bontà dell’operato. La rappresentazione concreta di questo discorso è ciò che vedete: il Giugliano può perdere, ma lo farà sempre e solo rispettando un’identità che oramai è ben definita e che sta risultando essere vitale, perché una squadra costruita e gestita in maniera diversa non saprebbe come uscire da una situazione di difficoltà come la nostra, riprendendo quanto detto in precedenza. Come dissi ai ragazzi prima di Troina, dove nonostante il KO è arrivata una risposta importante, il gioco non accusa una forma precaria, come invece può, purtroppo, capitare ad un calciatore. Nelle difficoltà sta venendo ulteriormente fuori il lavoro fatto, perché stiamo raccogliendo punti attraverso i principi. Chi scende in campo sa come interpretare le situazioni di possesso e non possesso, cosa che non può accadere quando lavori sulla base di schemi”.

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