ESCLUSIVA TGC – Iacolare: “Sestile credeva fortemente nel settore giovanile. Dialogo costante con Agovino”

Il Giugliano sta regalando soddisfazioni non indifferenti nell’annata del ritorno in Serie D, ma la bontà dell’operato della dirigenza è testimoniato anche dal pregevole percorso della Juniores, totalmente ricostruita in estate e attualmente al primo posto nel proprio Girone. Sono diversi i profili in orbita prima squadra e, per approfondire questo tema, abbiamo raggiunto in esclusiva il tecnico Giuseppe Iacolare.

Mister, il percorso della Juniores prosegue a gonfie vele. Primato in classifica, coinvolgimento tecnico e tattico da parte dei ragazzi e la sensazione che ci sia grande entusiasmo.

“Abbiamo costruito una squadra ex novo. Salvatore Sestile voleva fortemente portare avanti questo tipo di percorso con la Juniores e abbiamo composto una rosa di 25/26 ragazzi. C’è entusiasmo regna sovrano sin dal primo giorno perché si lavora in armonia assieme ad uno staff ricco di professionisti e professionalità. Abbiamo Buglione e Galiero come preparatori dei portieri, un preparatore atletico, Celsi, un vice allenatore, Palumbo e un magazziniere, Bruno, oltre al team manager Maurizio Cauteruccio, senza dimenticare il Responsabile Antonio Lisetto. Dunque si va avanti con un lavoro importante, costruito sulla programmazione e con un continuo dialogo con la prima squadra, dove sono spesso aggregati e convocati i nostri ragazzi”.

Vuole raccontarci l’alba di questa nuova stagione in modo tale da permettere ai più di conoscere il certosino lavoro che c’è dietro ad una squadra che sta facendo così bene?

“Salvatore Sestile mi chiamò in un pomeriggio di fine maggio per espormi la possibilità di costruire insieme un qualcosa di importante. Il mio nome per guidare la Juniores era stato già fatto ai direttori Garofalo e Mango e, dopo un confronto, siamo partiti il 3 giugno. Proprio con Mango, Cauteruccio e Lisetto abbiamo visionato circa 370 ragazzi, tra cui tanti profili che già conoscevamo, per poi allestire una rosa interamente sotto-età, dato che la Juniores in questa stagione prevede il tesseramento di ragazzi classe 2001 e 2002, mentre il Giugliano è caratterizzato interamente da 2002 due 2003. Si è dunque proseguito step by step con questo lavoro e grande entusiasmo, prima con Salvatore e poi con la continuità garantita dai presidenti Luigi e Gaetano che ci sono sempre molto vicini insieme ai direttori. I ragazzi sono molto seguiti, abbiamo ortopedico (Nicola Tammaro, ndr), nutrizionista e il dottor Campolongo che ci mettono a disposizione le proprie capacità. Si cerca di fare un qualcosa di importante così da poter diventare un serbatoio per la prima squadra. I risultati cominciano a vedersi, dato che a Troina in panchina c’erano cinque 2002 della Juniores. In cinque mesi si è fatto tanto anche rispetto alle più rosee aspettative”.

Il presidente Salvatore Sestile ripartì proprio dal settore giovanile che, dunque, per il Giugliano rappresenta un pilastro, senza sfociare in alcuna frase fatta.

“Con Salvatore avevo un legame di amicizia trentennale. Abbiamo condiviso l’esperienza Atletico Giugliano, compagine dove ho allenato per nove anni oltre ad aver giocato proprio con Salvatore nell’Amatoriale. Ho allenato anche il figlio Gaetano quando militava nella scuola calcio. Credeva fortemente che la base della prima squadra dovesse essere un importante settore giovanile con giovani promettenti e persone in grado di potergli garantire un futuro. Si riteneva un folle, forse era così perché ha riportato il calcio a Giugliano senza avere campo e struttura. Ha sempre creduto in questo sport e, soprattutto, aveva un occhio di riguardo proprio per i giovani, che dovevano rappresentare la base da cui partire in un progetto di questo tipo. Ha lasciato un’eredità prontamente raccolta da Luigi e Gaetano, anch’essi molto attenti al settore giovanile, come dicevo poc’anzi”.

Agovino sta dimostrando di tenere in considerazione il vostro lavoro. Che tipologia e intensità di dialogo c’è tra prima squadra e Juniores?

“Un dialogo continuo. Ci sentiamo 2/3 volte la settimana, oltre alla partita che disputiamo il giovedì. C’è un costante scambio di messaggi per parlare di calcio e confrontarci. Due profili, Riccardis e Miranda, sono inoltre aggregati alla prima squadra, a testimonianza dell’attenzione di Agovino verso ciò che stiamo creando. Con Massimo ho un interscambio di pensieri, idee, opinioni, così da avere sempre la panoramica chiara. Il giovedì abbiamo l’occasione di incontrarci face to face, lui è molto vigile, difatti discutiamo prima, durante e dopo la partita. È una persona molto attenta, in campo dà l’anima, sta facendo tanto per questi colori, questa maglia per lui è una seconda pelle. Si sente a casa, sa di essere in una famiglia, è una persona eccezionale, mi sento di dire che l’allenatore della prima squadra è un amico”.

Il primato fa ovviamente piacere perché spesso foriero di soddisfazioni. Nel settore giovanile, però, la priorità è giusto che sia la crescita tecnica e cognitiva del calciatore, e non è detto che questo vada di pari passo con la vittoria. Ecco, Lei come si relazione con questo concetto e soprattutto cosa cerca di trasmettere ai ragazzi in tal senso?

“Dobbiamo portare avanti il mantra di Salvatore Sestile: scegliere prima l’uomo e poi il calciatore. Questa è stata una prerogativa in sede di formazione della squadra, ripeto spesso ai ragazzi che sono tanti a poter ambire ad una Juniores importante come quella del Giugliano, ma in pochi effettivamente riescono a entrare in questo gruppo perché bisogna fare un lavoro di testa non comune. Serve sacrificio, disponibilità, educazione, valori. Va rispettata ogni cosa e persona della società, ergo miriamo alla creazione di un’identità. Questo è ciò che Salvatore chiedeva ad ognuno di noi e che noi ricerchiamo nei calciatori. Il risultato passa, è la crescita dell’uomo e dell’atleta che resta. Vogliamo che i ragazzi custodiscano gli insegnamenti trasmessi”.

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