ESCLUSIVA TGC – Manzo: “Sestile un padre, lavoriamo per il suo sogno. Il gruppo la nostra forza, siamo come fratelli”

Leader di uno spogliatoio molto compatto, calciatore dal tasso tecnico sopraffino e uomo dagli enormi valori: tutto questo, e molto altro, è Tommaso Manzo, jolly offensivo del Giugliano e pilastro di una struttura iper collaudata come quella dei gialloblù. La nostra redazione lo ha sentito in esclusiva per una chiacchierata sul 2019 dei Tigrotti.

Tommaso, il vostro 2019 ha due facce: la gioia sportiva ed il dolore umano per la perdita del grandissimo Salvatore Sestile. Che anno è stato per te?

“L’intero 2019 ci ha visti protagonisti di una vera e propria cavalcata che ci ha visti trionfare nello spareggio di Castellammare coronando una parte del sogno del Presidente Sestile. Per noi la sua perdita è stata una mazzata: abbiamo perso un padre ed il dolore è immenso. Personalmente avevo un rapporto che andava oltre il calcio ed oggi durante la settimana, tra di noi, ogni giorno ci si ricorda del Presidente raccontando aneddoti o episodi che ci legano a lui. Tutto ciò che facciamo ruota intorno alla sua memoria ed al suo sogno”.

Il vostro spogliatoio è costituito da un blocco consistente proveniente dall’Eccellenza: dall’esterno la sensazione è quella di un gruppo molto compatto che, dalla scomparsa del Presidente, si è cementificato ancor di più per affrontare il dolore come una famiglia.

“Ciò che si vede dall’esterno è esattamente aderente alla realtà: il nostro gruppo era già solidissimo e tutt’ora è la nostra forza e la nostra fortuna. Riconfermare un blocco di 7/8 calciatori dello scorso anno è stato importante per supportare il nostro momento sportivo ed umano. Siamo fratelli e non è una frase fatta: ognuno completa una mancanza dell’altro e conosciamo pregi e difetti degli altri. Questo è un elemento non presente in tutte le squadre; il gruppo è talmente forte che può attraversare qualsiasi tipo di tempesta”.

Tommaso sei tornato in D dopo averla lasciata da dominatore: che campionato hai ritrovato?

“Non me ne voglia nessuno ma ho trovato squadre più organizzate tatticamente ma anche compagini con diversi calciatori più poveri tecnicamente rispetto a quando ho fatto la Serie D, l’ultima 4 anni fa. Il dislivello tecnico che ho riscontrato è importante compensato, però, dall’organizzazione tattica delle squadre”.

Oltre ad essere un calciatore che permette ad Agovino diverse varianti, sei anche il collante tra la squadra e lo staff tecnico: era ciò che ti aspettavi al momento della riconferma?

“Quando ho ridiscusso la riconferma in estate col Presidente abbiamo parlato di tutti gli aspetti. Non avendo pretese tecnico-tattiche mi son sempre messo a completa disposizione per qualsiasi evenienza sia fuori che dentro al campo. Inizialmente il Mister mi ha provato come alternativa a Liccardo anche per l’abbondanza in avanti: non avendo lo spunto di qualche anno fa Agovino ha cercato di sfruttare in pieno le mie caratteristiche tecniche e da palleggiatore. Col passare dai mesi ha notato che a livello fisico posso ancora dire la mia e sono stato utilizzato sia dietro le punte che da punta esterna. Sono un tesserato del Giugliano a 360 gradi: anche se dovessi partecipare poco alle dinamiche di campo il mio contributo come collante tra società, staff e calciatori sarà sempre al massimo”:

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