ESCLUSIVA TGC – Garofalo: “Sestile era come un padre, ha sempre creduto in me”

GIOVANNI GAROFALO GIUGLIANO / Quello tra Giovanni Garofalo e Salvatore Sestile era un rapporto diverso, speciale, sicuramente atipico per il mondo del calcio. La stima era umana e non solo professionale, dinamica che fa bene all’animo perché denota lealtà e sincerità. Le loro strade, per volere di un disegno da noi non controllabile, si sono separate, ma non sarà il tempo a cancellare il ricordo, come dichiarato dal direttore generale del Giugliano in esclusiva ai nostri microfoni, nel viaggio che ci sta accompagnando alla fine di questo 2019.

Il 2019 volge al termine. È stato l’ennesimo anno che ti ha visto in trincea per il Giugliano, nel nome, nelle intenzioni e nel ricordo di Salvatore Sestile. È doveroso partire da lui, da ciò che è stato, è e sarà per questa società.

“Tutto quello si fa, lo si fa nel suo nome. La mia gioia più grande è arrivata il 28 aprile (spareggio contro la Frattese, ndr), perché il Presidente voleva fortemente la Serie D e ha fatto tanto per ottenerla. Regalargli un simile traguardo è stato un momento che porterò per sempre con me”.

Hai avuto con Sestile un rapporto che è paragonabile solo a quello che si vive con un padre. Il destino ha deciso che le vostre strade dovessero separarsi, ma cosa provi quando pensi ai momenti trascorsi insieme?

“È dura, ma Luigi e Gaetano Sestile ci danno la forza per andare avanti. Vedo nei loro occhi la voglia di portare avanti questo progetto. Ricorderemo Salvatore con i suoi insegnamenti e con quello che ci ha lasciato. Toccando il lato personale, per me tutto ciò ha avuto un’intensità ancora maggiore. La partita non iniziava nel weekend ma il lunedì mattina, tra telefonate, incontri e tutto ciò necessario per l’organizzazione dell’evento sportivo. Il vuoto che mi accompagna quotidianamente per la perdita del presidente è enorme”.

Il Giugliano ha ritrovato la Serie D, ha varcato i confini regionali per affrontare squadre provenienti da altre parti d’Italia. Cosa significa questo per chi, come te, ha visto questa squadra lottare nelle zone più dimenticate della Campania?

“Fino a qualche anno fa ci limitavamo a giocare nei comuni limitrofi. Tutto ciò che abbiamo costruito è fonte di grande soddisfazione. Grazie a questo progetto, nato nell’agosto 2017, le cose sono cambiate. Il lavoro che è stato fatto è notevole, sia per la prima squadra che per il settore giovanile. Abbiamo seguito alla lettera il programma stilato e le indicazioni del Presidente. Ritengo che sia stato un percorso eccezionale”.

La crescita del Giugliano va di pari passo con la tua crescita professionale. Come descrivi il tuo percorso in questi anni?

“La scalata è stata lunga. Sono partito dalla Prima Categoria con il Casavatore, prima di ricevere la chiamata del Presidente per sposare il progetto Giugliano in Promozione. Ho dovuto sopportare verdetti negativi come una retrocessione, il ritiro dal campionato oppure un playoff mancato. Sono arrivate anche le vittorie, quindi posso dire che tutte queste dinamiche hanno contribuito alla mia crescita. Ho acquisito esperienza e sono fiero di poter interfacciarmi con un campionato importante come la Serie D, che ti permette di avere a che fare con professionisti e società importanti come il Palermo, che fino a pochi anni va seguivamo in televisione. Sto raccogliendo quanto seminato grazie soprattutto al rapporto che avevo con Sestile. Come dicevi prima, per me è stato un padre più che un presidente. Ha sempre creduto nel sottoscritto, sin dal primo giorno, quando ero ancora un ragazzino e mi affidò la guida tecnica del Giugliano. Devo a lui la possibilità di poter essere il direttore generale di questa società in Serie D”.

Il sogno è una componente che nella tua carriera ha avuto e ha un peso importante, dato che per il Giugliano immaginavi dinamiche che hanno trovato forma e realtà. I sogni, per fortuna, non ci abbandonano mai: quali sono i tuoi per il 2020?

“Il sogno che spero di realizzare quanto prima, possibilmente nella prossima partita contro il Castrovillari, è quello di tornare al De Cristofaro. È ciò che avrebbe voluto Salvatore Sestile, spero che l’amministrazione comunale possa adoperarsi in tal senso. Salvatore ha fatto di tutto per il calcio a Giugliano, bisogna portare a compito questa missione nel nome suo e della famiglia. Vorrei concludere con gli auguri a tutto l’ambiente Giugliano di buone feste e felice anno nuovo”.

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