Giugliano, la scalata più importante è quella dentro di te

GIUGLIANO CALCIO SERIE D / La vita è fatta di alti e bassi. Le difficoltà arrivano per tutti, nessuno escluso. La differenza è nel come si affrontano i momenti complessi, ed è importante capire che dopo la tempesta c’è sempre il sole. È tutta qui la differenza tra chi ha la forza di andare avanti e chi si lascia travolgere dagli eventi. Questo ampio discorso può essere ristretto al mondo del calcio che, con le sue dinamiche, non fa eccezione. “Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio, e perdono le partite di calcio come fossero guerre, diceva Churchill. Non aveva tutti i torti. Questo sport dalle nostre parti è vissuto con emozioni che schizzano sul termometro dell’intensità, con risvolti positivi e negativi.

Il Giugliano è il riferimento specifico della trattazione. L’inizio di stagione è stato definito oscuro da qualche soggetto che brancola nel buio, pronto a pugnalare quando la guardia pare abbassata. Questo significa mancanza di obiettività e conoscenza. Una categoria ritrovata dopo più di un decennio, nuovi calciatori, meccanismi da oliare proprio come conseguenza dei cambiamenti effettuati. Le gambe devono seguire la mente, ed il pensiero non è lucido se risente di influenze corrosive dall’esterno. Questa la denuncia fatta qualche giorno fa da Massimo Agovino, la cui panchina resta salda, come dichiarato dalla società.

Tecnico e squadra hanno lavorato sull’aspetto motivazionale, con un lavoro mirato a stracciare la negativa parentesi di Castrovillari e, nonostante il risultato, contro il Marsala è arrivata la dimostrazione che l’obiettivo è stato raggiunto. I Tigrotti (falcidiati di indisponibili, ma questo non è stato fatto passare come alibi, com’era giusto che fosse) hanno mostrato di avere incamerato le idee dell’allenatore. La proposta è chiara, delineata, mira al coinvolgimento di tutti gli effettivi e alla ricerca della giocata vincente facendo leva sulla grande tecnica messa al servizio delle tattiche di squadre. Le soluzioni sono diverse, la peculiarità del Giugliano è quella di avere dei principi che non diventano dogmi, dato che a partita in corso abbiamo visto come le sortite possano variare in base alle caratteristiche degli interpreti, che sanno però di dover applicare determinate decisioni. La strada è quella giusta, non bisogna dimenticare per cosa si lotta in campo e qual è l’obiettivo stagionale. I proclami hanno poco senso in questa fase, dove bisogna mettere il punto esclamativo sulla propria identità senza lasciarsi ferire dagli attacchi di chi non a cuore le sorti della squadra.

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.