Giugliano, primo punto in trasferta: la squadra va lasciata lavorare

GIUGLIANO CALCIO SERIE D / La Serie D è un campionato ostico, in particolar modo in determinati gironi del sud, dove l’asticella della competitività è sensibilmente elevata. Non fa eccezione il raggruppamento del Giugliano, dove sono presenti compagini allestite con criterio ed esperte per la categoria, oltre ad un’eccezione, il Palermo, che con molta probabilità disputerà un campionato a parte (seppur, al momento, il distacco debba ancora assumere dimensioni irrecuperabili). Ecco perché serve equilibrio per le ambizioni e le disamine.

Come forse non accade nelle categorie superiori, in quarta serie si può realisticamente parlare di due campionati, uno in casa e uno in trasferta. È tra le mura amiche che (in particolare per quanto riguarda le realtà di medio-bassa classifica) viene raccolta la più considerevole porzione di punti, ed è per questo che andare a giocare su determinati campi può essere davvero ostico. Lo sanno bene i Tigrotti, che lontano dal Vallefuoco (in attesa del De Cristofaro) hanno trovato il primo risultato utile contro il Roccella. I passi in avanti rispetto alla pagina ampiamente archiviata di Castrovilli ci sono stati, ed è un percorso partito già da Marsala, dov’è arrivata una sconfitta ai punti immeritata.

Dopo tante stagioni, affrontare un campionato che porta fuori regione può portare a dover sopportare un periodo di fisiologico adattamento, in quanto bisogna cercare di applicare determinate idee e proposte indipendentemente dal fattore campo, tenendo però in considerazione la garra delle compagini di casa, come detto poc’anzi. Parliamo, dunque, di una serie di elementi che vanno a comporre un puzzle cervellotico. In quel di Roccella Ionica, il Giugliano ha mostrato grande organizzazione difensiva (fase, come detto a più riprese, che Massimo Agovino cura in maniera maniacale) ma una connessione quando c’è da offendere che necessita di essere perfezionata (seppur bisogna segnalare le occasioni capitata ad Alvino e Orefice).

La sensazione è che calciatori forti e di categoria superiore come Caso Naturale, De Vena e Alvino debbano ancora perfezionare la propria intesa (e il fatto che siano tutti andati in gol fino ad ora lascia intuire che potenzialità abbia questo reparto), ma qui entriamo nell’ambito di dinamiche che, per quanto possano essere curate e allenate, necessitano di un elemento che nessuno schema o esercizio può dare: la conoscenza, ed è qui che entra in gioco il fattore tempo. Imparare a leggere in anticipo il movimento del compagno, capire quando e come servirlo, afferrare l’uno le idee dell’altro con un semplice sguardo o addirittura giocare a memoria. Le qualità tecniche ci sono, il Giugliano continua a lavorare: step by step, con pazienza e allontanamento da alcun tipo di pressione.

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