Nuovi uomini ma lo spirito di sempre: il Giugliano risponde presente

È stata una settimana ricca di pathos quella vissuta in casa Giugliano. Concitazione dettata dal pareggio contro una più che abbordabile Palmese e dai diversi addii in casa gialloblu. Prima Colombatti, poi Alvino, Ruggiero e Bacio Terracino, oltre ad un Alessandro De Vena che sembra al passo d’addio. Notizie che avevano generato un’aura di scetticismo attorno a qualche tifoso. La paura, come sempre, necessita della realtà per essere smentita. La partita di Acireale (che abbiamo vissuto dal vivo grazie ai nostri Alessio D’Errico ed Emanuele Garbato), con molta probabilità, rappresenta il climax della stagione gialloblu.

Per com’è arrivata, per i giorni vissuti, per le novità in termini di uomini, il significato della vittoria di ieri travalica legittimamente i tre punti. La rosa del Giugliano ha accolto diversi nuovi profili, come Ragosta, Logoluso, Del Prete, La Ferrara ed Esposito (potremmo aspettarci ulteriori movimenti in questi giorni), che hanno preso il posto dei calciatori prima citati, ai quali è dovuto un ringraziamento per l’apporto dato in una stagione comunque storica, dato che ha segnato il ritorno in Serie D. La vita, così come il calcio, va avanti ed è opportuno farsi trovare pronti. Ed è qui che bisogna elogiare l’operato della dirigenza e allontanare gli spettri frettolosamente creati: le scelte non sono state casuali.

Un apporto come quello dato ieri proprio dai nuovi, su tutti Ragosta e Logoluso (partiti dal primo minuto) non è dettato da una semplice dinamica di giornata o stato di forma. Prestazioni così (l’intelligenza e i movimenti di Ragosta, la tecnica e la conduzione del pallone di Logoluso, ma non finisce qui) assumono forma e spessore perché le caratteristiche del singolo si sposano con quelle del collettivo e con i principi del tecnico. Il merito va quindi ai direttori Garofalo e Mango, alle indicazioni di Massimo Agovino e alla supervisione di Luigi e Gaetano Sestile. Un lavoro di gruppo, fondamentale nella gestione di una società, per individuare le necessità della squadra. Funzionalità come parametro di valutazione, insomma. Nella mente di chi segue le vicende dei Tigrotti, dunque, non deve essere il nome ad occupare lo spazio cognitivo maggiore, bensì la fiducia e, soprattutto l’attesa che sia il campo a dire la sua.

La stagione in corso ha dimostrato che possono arrivare risultati inaspettati, vuoi in positivo, vuoi in negativo, contro chiunque. Non dovrà essere quindi una vittoria a far perdere l’asticella dell’equilibrio né una sconfitta a gettare nello sconforto. Equilibrio, dicevamo: quello deve regnare sovrano quando si analizza l’operato di una società che ha dimostrato di andare oltre il proprio 100% per un obiettivo, quello di fare calcio a Giugliano, ad oggi pienamente realizzato.

 

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