Unione e convinzione: Giugliano, nulla deve spaventarti

Nunca dejes de creer. Recita così uno dei più importanti e gradevoli cori dell’Atlético de Madrid. Non smettere mai di credere. Ecco, il Giugliano può e deve far suo questo messaggio. I Tigrotti hanno accettato le difficoltà di inizio stagione lontano dal Vallefuoco e deciso di affrontarle. Assimilare un problema è il primo passo per trovare la soluzione. La medicina è la serenità, che si presenta come il miglior viatico per dare la sterzata decisiva. Bisogna comunque sottolineare che, nel Girone I di Serie D, nessuna squadra ha ottenuto più punti in trasferta che fuori (solo Palermo e Biancavilla hanno ottenuto eguali risultati tra e fuori le mura amiche), segno di una complessità comune. È innegabile, però, che la squadra di Massimo Agovino debba dar seguito alle roboanti prestazioni offerte in “casa” (doverose le virgolette, in attesa del De Cristofaro).

Serenità, dicevamo. Rischiava di dissolversi lentamente e di lasciare il posto alla paura, al timore e, infine, alla rassegnazione. Sarebbe stato un harakiri. La squadra ha detto “no“. L’ha fatto attraverso il dialogo, il confronto,  la volontà di mettersi sportivamente in gioco uno per l’altro. Il gruppo è tranquillo, l’ha detto Antonio Tarascio e confermato Massimo Agovino. I ragazzi sono consapevoli che è un momento, che va metabolizzato ma che non deve risultare una sentenza. Il Giugliano vincerà anche in trasferta e proseguirà per la propria strada, fatta di prove di forza in campo e duro lavoro in settimana. Proverà a fare tutto ciò domenica contro l’ostico Nola di Gianluca Esposito, allenatore che ha dimostrato di saper dare un’identità alla propria squadra. Sarà una sfida più che valida con un altro conoscitore di calcio come Agovino.

Il Giugliano arriva all’appuntamento con voglia di fare e dimostrare. Abbiamo aperto con una citazione e chiudiamo alla stessa maniera. Questa volta ci dirigiamo nella sede dell’Independiente del Valle, compagine ecuadoriana che proprio domani sfiderà gli argentini del Colón nella Finale di Copa Sudamericana (l’equivalente sudamericano, per completezza d’informazione, dell’Europa League giocata nel nostro continente): “Alcuni pensano che a calcio si giochi con i piedi, sono gli stessi che pensano che a scacchi si giochi con le mani“. Parte tutto dalla testa. I gialloblu sono consapevoli di ciò, ed è per questo che affronteranno il Nola con la garra, per restare in tema.

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