Giugliano vs Vis Artena, le pagelle: Caso Naturale decisivo, Liccardo imprescindibile

Prima vittoria in campionato per il Giugliano, ritorno di Massimo Agovino e una serenità finalmente ritrovata. Domenica importante e necessaria per i gialloblu, che superano lo scoglio Vis Artena. Ecco le pagelle dei Tigrotti secondo la nostra redazione.

Piazza 5.5 – Mantiene la porta inviolata, ma nel primo tempo una sua uscita a vuoto poteva costare cara ai gialloblu. Non perfetto nel finale di partita, quando all’87’ il pallone rischia di scivolargli dalle mani a seguito di una conclusione rasoterra degli avversari. Necessita di maggiore convinzione.

Micillo 6.5 – Presente in entrambe le fasi, non commette sbavature e accompagna costantemente la manovra quando il pallone è del Giugliano. Perno della squadra senza se e senza ma.

Carbonaro 6.5 – Preciso, presente e graffiante: dalle sue parti non si passa. Guida il reparto con personalità, ottima prestazione quella del duttile difensore gialloblu.

Stendardo 6.5 – Performance di livello anche per l’altro centrale: gli ospiti trovano un muro che oggi è senza alcun dubbio invalicabile.

Mennella 6 – I principi di gioco del Giugliano, ispirati e devoti all’idea di coralità, implicano un coinvolgimento collettivo, motivo per il quale il giovane terzino sinistro tocca tanti palloni. La pulizia è una caratteristica che alle volte manca nelle sue giocate, ma l’impegno è totale e il linguaggio del corpo odierno è stato sicuramente positivo: il ragazzo ha voglia di fare (dall’88’ De Siena S.V.).

Tarascio 6.5 – Fondamentale. Spesso abbiamo utilizzato tale aggettivo per il centrocampista gialloblu e non ci stancheremo di ripeterlo. Corre per sé e per gli altri, dialoga e propone. Oggi è l’uomo che altera i meccanismi difensivi degli avversari: in relazione alla circostanza si muove accanto a Liccardo, a protezione della difesa oppure si alza accanto la punta con i due esterni che si abbassano per garantire ampiezza e copertura. Movimenti sincronizzati e principi di gioco: il calcio di Agovino.

Liccardo 7 – Vorremmo contare quanti palloni tocca il capitano e metronomo e gialloblu per quantificare la sua importanza, ma ciò è impossibile. Non c’è una singola azione che non benefici di una sua giocata, che sia un passaggio corto, una verticalizzazione oppure un’imbucata. È il cervello del Giugliano, gli avversari non riescono a offuscare la sua luce e la fluidità della manovra ne risente in positivo. L’assist per Caso Naturale è il solito, sublime, cioccolatino.

Poziello 6 – Manca in fase realizzativa, ma è dotato di un dinamismo che lo rende un tassello mobile, funzionale e imprevedibile per gli avversari. I suoi movimenti aprono spazi che bisogna, e bisognerà, essere bravi a invadere e conquistare.

Orefice 6.5 – Schierato sia prima punta che esterno, l’abnegazione è massima. Non si rende protagonista di tentativi degni di nota, ma si sacrifica e dialoga con qualità e caparbietà. Il ritorno di Agovino gli permetterà di tornare a splendere come nella passata stagione (dall’83’ Di Dato S.V.: una buona conclusione dopo un ottimo recupero palla, ma ha pochi minuti per incidere).

Arario 5.5 – L’ufficialità del suo arrivo è arrivata appena ieri, ed era difficile pronosticare una prestazione differente per l’attaccante argentino. Sua la prima grande occasione della partita ma, fino a quando resta in campo, non riesce a incidere. Nella ripresa cerca comunque di muoversi maggiormente e chiedere spesso il pallone. Gli strumenti non mancano: corsa, esplosività e tecnica. Sarà un’arma utile nel corso della stagione (dal 55′ Filogamo 5.5 – Non entra al meglio in partita: fa a sportellate ma la sua presenza in attacco non è concreta ed efficace. La sensazione è che non sia al top fisicamente. Dal 95′ Ribeiro S.V.: pochi istanti per lui ma il significato è enorme: finalmente l’esordio in partite ufficiali dopo un complicato calvario. Si candida a essere una risorsa importante per la squadra).

Caso Naturale 7.5 – Il gol vittoria è un saggio di intelligenza e atletismo: la conoscenza con Liccardo è notoriamente elevata, sa che il pallone arriverà in quel preciso punto e momento e, con un notevole stacco di testa, anticipa tutti e batte il portiere avversario.

Agovino 7 – Centoquarantasette giorni dopo, è nuovamente su quella panchina che tanto ha amato e tanto amerà. Il reset che ha auspicato c’è stato, dato che gli effetti sono emersi immediatamente: palleggio, principi di gioco, assenza di movimenti codificati, variazioni in corso d’opera, dominio territoriale e tecnico. L’incisività arriverà partita dopo partita dato che, come ammesso dallo stesso tecnico, la squadra doveva rialzarsi innanzitutto psicologicamente. Bentornato, mister.

Un plauso, in chiusura, all’operato della dirigenza e del presidente Luigi Sestile: gli uomini, prima che i professionisti, si confrontano, fanno un passo indietro e ripartono. Il ritorno di Agovino è la testimonianza che la volontà societaria è quella di dare nuova linfa e impetuosità al progetto Giugliano.

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