ESCLUSIVA TGC – Tudisco: “La squadra sarà propositiva, voglio rendere felici i tifosi”

GUGLIELMO TUDISCO GIUGLIANO / Un nuovo capitolo nella storia del Giugliano si è aperto qualche giorno fa. Guglielmo Tudisco ha sposato il progetto gialloblu: intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, il tecnico dei gialloblu è entrato nel dettaglio di diversi temi.

Mister, recentemente ha avuto modo di presentarsi alla stampa e alla piazza. Quali sono le sensazioni maturate in questi giorni?

“Sono belle sensazioni. Vivo da trent’anni a Giugliano, conosco bene la passione e il calore dei giuglianesi, un popolo costituito da persone che masticano calcio. Hanno fame e tanta voglia, caratteristiche in cui mi rispecchio. Questa, per me, è una tappa importante e sono felice di onorarla in una piazza dal sapore speciale, sicuramente esigente, ma un allenatore deve avere la forza di reggere certe dinamiche. Giugliano non merita il semplice lavoro quotidiano, bisognerà curare i dettagli e non trascurare nulla. Dopo aver parlato con i presidenti e i direttori, scherzosamente ho chiesto la costruzione di una stanzetta con un lettino vicino al campo, perché lavorerò senza sosta. Sono entusiasta, non vedo l’ora di ripartire, speriamo che ciò sia possibile al più presto”.

Una panchina come quella del Giugliano, tra le più storiche e ambite della Campania, non necessita di ulteriori descrizioni per giustificare la scelta. Può dirci, però, cosa l’ha colpita particolarmente prima di prendere questa decisione?

“Quando ho parlato con la proprietà e i dirigenti ho subito captato grande ambizione abbinata a un elemento di fondamentale importanza come la progettualità. Sono professionisti concreti nell’esporre ciò che hanno intenzione di fare. Mi hanno trasmesso grande passione, che ha alimentato ulteriormente la mia già notevole voglia di mettermi all’opera. È una sfida che ho accettato volentieri ed è stato semplice trovare la giusta sinergia. Il feeling è stato immediato, senza dimenticare che conosco da tempo le persone in questione dati i miei trascorsi con l’Equipe Campania e le svariate amichevoli organizzate proprio contro il Giugliano. Ho uno splendido rapporto con i presidenti, i direttori Mango e Garofalo così come con staff e magazziniere. Vorrei però citare anche il collega Massimo Agovino, che stimo molto. È un allenatore dalle grandi qualità, purtroppo il calcio è così, a volte provoca dispiacere, ma sono dinamiche con cui bisogna convivere”.

Nel corso della conferenza ha posto l’accento sulla qualità della Juniores oltre che della prima squadra. Dato che i giovani rappresentano un pilastro del progetto Giugliano, come funzionerà, in tal senso, l’asse con la cantera gialloblu?

“Garantirò, innanzitutto, la mia costante presenza. Seguirò il settore giovanile, sarò costantemente al campo per le partite e gli allenamenti, anche se non mi metterò in evidenza, perché sono una persona riservata e questo è il mio modo di fare. Sono legato da una grande amicizia con mister Iacolare così come con altri componenti dello staff. Come dicevo, sarò presente perché è importante stimolare il senso di appartenenza dei ragazzi. Presterò molta attenzione, non bisogna sottovalutare nulla perché ci sono dei ragazzi che, se spronati nella giusta maniera, potranno dare una mano anche alla prima squadra”.

Ha dichiarato di non essere un integralista e di sposare un’idea di calcio basta su principi e funzionalità. Sulla base di questi concetti, può anticipare qualche caratteristica del Giugliano che sarà?

“Sono cambiato molto negli ultimi anni, posso dire di considerarmi uno degli extraterrestri che portano avanti un certo credo. Il ruolo può avere una sua importanza nell’identificazione e nella terminologia, ma rapportato al campo può essere un concetto freddo. Vorrei fare un esempio citando proprio un calciatore del Giugliano: Micillo. Salvatore, che conosco da quando aveva otto anni, nasce playmaker, era un centrocampista in grado di dettare i tempi con grande qualità e questa è una dote che ha sempre avuto. Vederlo giocare in una posizione diversa, e su questo vorrei attribuire i legittimi meriti ad Agovino, fa capire come con un certo tipo di lavoro un calciatore non vada ingabbiato in un solo ruolo. Questi sono gli elementi che apprezzo, funzionali al gioco e non legati a uno schema oppure a una codifica. Sarebbe bello avere una rosa esclusivamente composta da calciatori universali ma non è facile. Sto valutando molti profili con i miei collaboratori, posso garantire che certi giocatori ci sono ma è chiaro che bisogna ragionare con calma. Non amo le codifiche, perché non permettono al calciatore di esprimere la propria creatività. Sono per un calcio offensivo e propositivo, che ricerca il dominio. Non mi piace attendere, gioco poco sulle squadre avversarie, anche se è chiaro che prepareremo sempre una strategia di gara, ma saranno gli altri a doversi preoccupare del Giugliano. Ovviamente avrò a che fare anche con elementi che non conosco e che dovranno assimilare la mia metodologia, quindi è un discorso organico che necessiterà di tempo per essere sviluppato. L’allenatore, da solo, non va da nessuna parte. Dovrò essere bravo a trasmettere correttamente le mie idee. Servirà un gruppo compatto e coinvolto, solo così potremo superare eventuali momenti bui e raggiungere i nostri obiettivi. Sono e sarò aperto al confronto con i miei ragazzi, non sono mai stato un sergente di ferro, ho affinato questa capacità anche grazie all’esperienza con l’Equipe Campania, dove bisogna gestire diversi profili di età e categoria differente agendo particolarmente sulla componente mentale, che oggi deve essere presa maggiormente in considerazione dagli allenatori, senza nulla togliere, ovviamente, a conoscenze e competenze di campo. Vorrei toccare, inoltre, un altro punto: il calcio è sicuramente una materia complessa ma è soprattutto divertimento. Siamo soliti estremizzare certi punti di uno sport che deve entusiasmare, seppur ci sia ovviamente bisogno dell’atteggiamento giusto, delle responsabilità da assumersi e delle decisioni da prendere. Unione, entusiasmo e coinvolgimento: così potremo fare bene e crescere. Arriveranno critiche, l’importante è che siano costruttive. Supereremo le difficoltà grazie alla forza del gruppo, prometto massimo impegno da parte mia e della squadra. Ho fatto tesoro di una frase pronunciata dal compianto presidente Salvatore Sestile, che è possibile leggere al De Cristofaro: ‘Non posso perdonare chi non darà il suo cuore e la sua anima al Giugliano Calcio e ai giuglianesi’. Spero di renderlo orgoglioso”.

Ha avuto modo di conoscere Salvatore Sestile?

“Assolutamente sì, fin da quando giocava. Era un ottimo portiere. Persona fantastica e passionale. Negli anni addietro c’è stata anche qualche chiacchierata tra di noi. Sono molto legato alla famiglia Sestile, ritengo che nel calcio sia doveroso preservare i rapporti umani. Parliamo di persone impegnate nel calcio e nel sociale, così come il sottoscritto. Attraverso l’Istituto Fratelli Maristi ho avuto modo di aiutare le persone bisognose, alle quali ho portato pacchi alimentari. Vivo il territorio, ora sarò totalmente coinvolto nel Giugliano ma ritengo importante sposare certi temi”.

Sia nel corso della conferenza che pochi istanti fa ha sottolineato l’importanza del fare gruppo e confidare nella coesione di quest’ultimo. Questo, dunque, porterà continuamente lei e la squadra a implementare un processo di dare e avere per potersi conoscere a fondo e credere nel percorso intrapreso. Cosa si sente di chiedere alla squadra e cosa promette di dare ai calciatori?

“Come dicevo poc’anzi, sarò sempre aperto al confronto della squadra. Sono consapevole di avere delle responsabilità e recepirò i messaggi che arriveranno dai miei calciatori. I nomi contano poco, ciò che davvero rileva è l’uomo. È fondamentale essere professionale e avere lo spirito giusto, oltre a dimostrare attaccamento alla maglia. Dovremo divertirci, far divertire e generare l’entusiasmo di cui parlavo prima. So che su di me ci sono dei dubbi ma questo fa parte del gioco. Non ho paura, mi sento forte. Servirà tempo, lavorerò con i ragazzi e parlerò con un ognuno di loro. Farò delle chiacchierate individuali solo in una prima fase, perché non è una cosa che amo dato che preferisco parlare al gruppo. Condivideremo nel prossimo futuro un pranzo, una cena oppure un qualsiasi momento aggregativo, proprio come accade in una famiglia come quella del Giugliano, dove ora sono chiamato a entrare”.

Le va di mandare un ulteriore messaggio alla piazza?

“Come dicevo in apertura sono in una piazza calorosa. Voglio rendere felici i tifosi e fargli percepire partita dopo partita l’attaccamento alla maglia che la squadra dimostrerà. Una tifoseria così gloriosa merita il meglio. Ribadisco: prometto grande impegno, non ci tireremo mai indietro, chiederò alla squadra di lottare per difendere questi colori. Non mi arrenderò mai, la squadra deve sapere di avere un condottiero su cui contare. Curerò ogni dettaglio e darò più del 100%”.

RIPRODUZIONE CONSENTITA PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.