ESCLUSIVA TGC – Scuotto: “Stiamo facendo bene. Orgoglioso di essere stato scelto da Sestile”

LIVIO SCUOTTO GIUGLIANO – Tredici punti che, al momento, permettono al Giugliano di essere più che soddisfatto della propria posizione in classifica. I Tigrotti si stanno confermando all’altezza di un difficile Girone in un altrettanto arduo campionato come quello di Serie D, dove anche le compagini sulla carta più abbordabili dimostrano di avere qualità da non sottovalutare. Per fare il punto della situazione abbiamo raggiunto in esclusiva Livio Scuotto, direttore sportivo dei Tigrotti.

Nonostante gli infortuni e una rosa decimata, il Giugliano continua a battagliare con onore e qualità. La classifica recita tredici punti, un bottino più che sufficiente.

“Siamo partiti con l’infortunio di Ribeiro, oltre a Iannini che ha avuto un problema. I guai fisici anche successivamente non sono mancati, dinamica che ci ha portato a dover accusare tante assenze a ogni partita. Nonostante ciò abbiamo tredici punti in classifica, ergo, a mio avviso, stiamo facendo più che bene. Bisogna applaudire i calciatori scesi in campo, che hanno portato risultati positivi”.

Abbiamo avuto modo di confrontarci con il mister, che ha parlato della possibilità e della necessità di fare qualcosa di più in trasferta. Si è detto, inoltre, della difficoltà di un campionato dove una squadra può cambiare radicalmente atteggiamento tra casa e trasferta, comportando quindi notevoli difficoltà nella gestione dei rispettivi match. Qual è il tuo pensiero circa questo punto?

“Partirei dal presupposto che, su quattro partite giocate in trasferta, le prestazioni che abbiamo sbagliato sono state due, ovvero Castrovillari e Messina. Contro Marsala e Roccella, invece, con un po’ di fortuna avremmo raccolto più punti, dato che la qualità del gioco non è assolutamente mancata. Parlare di crisi fuori casa è eccessivo, è ancora presto per certe sentenze, bisogna attendere ulteriori match per capire quale sia la reale situazione. Non bisogna fermarsi a vedere il risultato. Nonostante i problemi avuti a livello fisico, che ci ha costretto a presentarci agli appuntamenti senza avere la rosa completa, abbiamo sbagliato due partite su quattro, un dato che non ritengo essere così allarmante. Ovviamente fare un risultato positivo lontano dalle mura amiche serve, perché accresce l’autostima della squadra, che acquisisce la consapevolezza di poter competere in qualsiasi contesto. Credo e spero che il Giugliano uscirà alla distanza anche fuori casa, dove non è facile fare punti. La nostra squadra ha qualità importanti, quindi sono fiducioso”.

Non deve essere un alibi, ma la componente episodica fa parte del calcio: a Marsala si è creato tanto, a Roccella ci sono state occasioni lampanti contro una squadra realmente ostica.

“Esatto. A Marsala abbiamo creato tante palle gol e, ai punti, avremmo potuto vincere, mentre in quel di Roccella poteva essere concretizzata un’occasione ghiotta come quella capitata sui piedi di Orefice, ma nel calcio l’errore è una componente da accettare. Tutto ciò ci avrebbe portato ad aver fatto bene anche in trasferta e non saremmo qui a fare certi discorsi. Ripeto, sbagliare è umano. La nostra non è la squadra deputata ad ammazzare il campionato, dobbiamo disputare un buon torneo e toglierci qualche soddisfazione e, ad oggi, siamo assolutamente in linea con quanto programmato. Non possono essere dello stesso avviso altre compagini, che hanno compiuto investimenti molto più onerosi rispetto ai nostri e non riescono a spiccare il volo, dato che in classifica siamo tutti lì, eccezion fatta per il Palermo che disputerà un campionato a sé. Il Giugliano è alla prima stagione di Serie D dopo tanti anni, quindi bisogna considerare tanti fattori e restare con i piedi per terra, come stiamo facendo”.

Ovviamente gli infortuni che abbiamo citato prima hanno inciso, ma il Giugliano, vuoi per ragioni di regolamento, vuoi per fiducia, sta dando cospicua fiducia ai propri giovani. Gli esordi di Riccardis e Nebula contro la Cittanovese rappresentano un’ulteriore testimonianza. Il settore giovanile è sempre stato il pilastro del pensiero calcistico della famiglia Sestile e continua ad avere grande importanza.

“Il settore giovanile è la base per costruire un grande progetto. Bisogna renderlo il fiore all’occhiello della società, lavorare bene, mettere al suo interno le persone giuste, così da permettere anche alla prima squadra di avere a sua volta notevole benessere. Dico questo perché crescere i talenti in casa ti permette di non investire fuori in under che ovviamente hanno determinati costi. Nella sfortuna che abbiamo avuto per le assenze dovute a guai fisici, il risvolto positivo è il coinvolgimento di tanti ragazzi che si allenano con i grandi e che spesso vengono convocati, così da fare esperienza in vista della prossima stagione, dove potremo ritrovarci talenti cresciuti nel Giugliano. Quindi, ripeto, bisogna dare molto importanza a questo ramo societario, dov’è fondamentale avere persone competenti per ottimizzarne i risultati”.

Mi permetto di avanzare una domanda che tocca il tuo lato umano, prima che sportivo. Sei entrato da pochi mesi nella dirigenza del Giugliano e hai dovuto affrontare la tragedia che ha colpito l’ambiente. Quant’è importante per tutti voi andare avanti nel nome di Salvatore Sestile?

“La perdita di Salvatore è stata molto grande per tutti e ovviamente anche per me, che sono stato scelto da lui in prima persona. Avevamo parlato di un progetto insieme, dove avremmo messo le basi al primo anno per poi puntare ad andare in Serie C nella stagione successiva. Questo era il nostro pensiero ed è ciò che mi ripeteva sempre. Sono fiero di essere stato voluto fortemente da Salvatore, che mi ha scelto sia per le qualità sportive che per quelle umane. Parliamo di un grande uomo prima di un grande presidente, e vedere come sia stato lui a scegliermi è per me un orgoglio e un ricordo che porterò per sempre con me. Persona di uno spessore immenso che, nonostante l’ingente mole di addetti ai lavori che si sono presentati al suo cospetto, ha mantenuto la parola che mi diede a maggio, quando disse che mi avrebbe permesso di diventare il direttore sportivo del Giugliano. Gli devo tanto sotto l’aspetto umano, ripeto che sono orgoglioso di essere stato scelto da una persona come lui”.

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