Giugliano ha trovato il suo condottiero: Massimo Agovino è l’uomo giusto per i Tigrotti

MASSIMO AGOVINO GIUGLIANO – Dopo la vittoria contro la Frattese nella cornice del Menti, Giugliano ha potuto dare sfogo all’amore viscerale nei confronti di una squadra che, dopo tanti anni, ha permesso alla città di sentirsi realmente parte di un unicum. Lo scopo comune è stato raggiunto anche grazie alla coesione e condivisione di intenti, con il famoso dodicesimo uomo, espressione tanto abusato ma quanto mai attuale, che ha contribuito nel raggiungimento del traguardo Serie D.

Eppure la stagione dei gialloblu è stata tanto intensa quanto incerta (ma le emozioni non sono mai venute meno) dato che, ad un certo punto, gli obiettivi sembravano allontanarsi: la traversa di Manzo proprio in quel di Frattamaggiore gridava vendetta fino a pochi giorni fa, la Coppa Italia era terminata come tutti sappiamo e il -6 in campionato aveva i connotati del KO tecnico. Così non è andata, l’epilogo è stato quello di una favola, dove il protagonista, nonostante gli elogi da attribuire ad un gruppo di uomini e calciatori che hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo, è stato il tecnico Massimo Agovino.

Approdato sulla panchina dei Tigrotti per raccogliere l’eredità lasciata da Antonio De Stefano, verso il quale ha speso costantemente parole al miele, mostrando grande lucidità ed educazione, Agovino ha permesso alla squadra di trovare nuove motivazioni in una fase della stagione dove era difficile pensare e fare diversamente. Dieci vittorie in undici partite (spareggio compreso) non possono che essere il frutto di un lavoro certosino e che ha toccato le giuste corde, a partire dalla mente del gruppo.

L’umiltà è la virtù dei forti e, oltre ad essere sceso in una categoria che ha meritato di abbandonare dopo pochi mesi, portando con sé il Giugliano, Agovino ha deciso di affrontare questa affascinante ma impegnativa sfida nonostante alcuni problemi personali, sui quali è doveroso non accennare altro ma che potevano sensibilmente ledere lo spirito del tecnico. Così non è stato, i suoi sorrisi sono stati quelli della squadra e della piazza, che ha trovato il condottiero con il quale affrontare le battaglie che si presenteranno nel prossimo futuro.

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