ESCLUSIVA TGC – Agovino: “È successo qualcosa di magico, sono orgoglioso di questa squadra”

MASSIMO AGOVINO GIUGLIANO / Massimo Agovino, allenatore del Giugliano, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni. Diversi spunti interessanti quelli forniti dal tecnico che, come sempre, esprime concetti in maniera chiara ed esauriente.

Ieri è arrivato un pareggio contro una squadra che in casa ha fatto cose importanti in stagione. La reazione della squadra, che ha nuovamente mostrato una lodevole combinazione tra calcio e cuore, le fa vedere il bicchiere mezzo pieno?

“La partita di ieri ci ha visto sfidare una squadra dall’ottimo ruolino di marcia interno. Consapevoli di ciò, ci siamo preparati duramente in settimana. L’attenzione è stata mantenuta alta. Nel primo tempo abbiamo sofferto, quando si gioca 5-3-2 facciamo un po’ più fatica, mentre nella ripresa siamo venuti fuori e potevamo tranquillamente vincere, anche se ritengo il pareggio il risultato più giusto. Vedo il bicchiere mezzo pieno, anche perché, per l’ennesima volta, abbiamo subito degli infortuni. Da questo punto di vista è un anno tremendo, ma non ci abbattiamo”.

Nelle ultime undici giornate è arrivata appena una sconfitta, quella contro il Troina, dove la prestazione fu comunque positiva. Abbiamo avuto modo di scriverlo e raccontarlo, ma questa squadra, reduce inoltre da 6 risultati utili consecutivi, ha trovato i migliori risultati nel periodo di maggiore difficoltà. Possiamo dire che è una delle vittorie più belle per un allenatore?

“Sicuramente. Qualche anno fa, con tantissimi infortuni, queste partite le avrei perse o comunque non sarei stato così continuo. Come dico sempre, senza frasi fatte, tutto ciò è merito di un grande gruppo e di una società notevole. Qui è successo qualcosa di magico, vedo una squadra che nelle difficoltà dà il meglio di sé e ciò mi rende orgoglioso. La cosa più facile sarebbe abbattersi, ma non è così. Quanto accaduto domenica è l’ennesima prova di quanto sto dicendo: infortunio di Orefice, durante l’intervallo capiamo che il ragazzo non può continuare. Mi aspettavo un po’ di scoramento, invece il capitano e il gruppo mi hanno dato coraggio. Hanno predicato calma. Sono sensazioni che non ho provato in nessun’altra realtà che ho allenato, qui c’è qualcosa che va oltre la tecnica e la tattica e ci unisce, così da farci andare avanti nei momenti difficili”.

La classifica in zona playoff è corta, con cinque squadre in appena quattro punti. Il Giugliano ha raggiunto la salvezza ed è chiaro che ora l’asticella si sia alzata. Come sta gestendo mentalmente questo cambio di ambizioni, se non di obiettivo?

“Quando raggiungemmo i quaranta punti, il martedì, giorno della ripresa, feci i complimenti alla squadra nello spogliatoio per aver conseguito l’obiettivo molto prima, ma gli dissi che chi si accontenta è un mediocre. Siamo lì e, con serenità, spensieratezza e furore agonistico, bisogna giocarsela per un nobile traguardo come i playoff. Qui a Giugliano stiamo facendo grandi cose, mi piacerebbe aggiungere questo nuovo tassello al nostro mosaico. Resteremo sul pezzo fino alla fine”.

Mancano nove partite alla fine della regular season. A questo punto della stagione si cercano conferme nel proprio gioco e nella propria identità oppure si punta ad aumentare ulteriormente l’intensità?

“Decisamente la seconda. Cerco una squadra che vada in crescendo. Avete evidenziato la crescita del Giugliano dalla partita di andata a quella di ritorno contro il FC Messina: questa, per me così come per la squadra, è una grande soddisfazione, perché vuol dire che il percorso è quello giusto. Mi auguro che attraverso il lavoro quotidiano che portiamo avanti in maniera certosina si possa raggiungere un picco massimo a maggio”.

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