Da Palermo: “Rosanero allestiti per vincere, Pergolizzi ha grandi meriti. Sulla gara col Giugliano…”

PALERMO GIUGLIANO PERGOLIZZI – In vista dell’epocale sfida Giugliano-Palermo prevista per domenica, la nostra Redazione ha provato a caratterizzare nel migliore dei modi la squadra rosanero facendosi aiutare da Danilo Buonpensiero, redattore di Ilovepalermocalcio.com

Ciao Danilo, partiamo dal principio di questa stagione. Un fallimento è sempre un evento traumatico per qualsiasi tifoseria, ma per una piazza che ha scritto pagine importanti della storia recente della Serie A lo è ancora di più. Come si sta adattando al diverso contesto della Serie D l’intero ambiente?

“Il fallimento è stato un vero e proprio colpo al cuore per tutti i tifosi del Palermo. In pochissimi mesi si sono ritrovati dalla disperata possibilità di ritrovarsi in Serie A alla condanna infernale della Serie D. Ricordo ancora con tristezza quella sera del 24 giugno, termine perentorio per l’iscrizione al campionato di Serie B, totalmente aggirato da personaggi che hanno dato il colpo di grazia ad una società che già versava in condizioni precarie a causa degli ultimi anni di gestione privi di nitidezza. Ritengo che l’adattamento alla Serie D sia sulla buona strada per tante motivazioni, ma necessiterebbe di un’ulteriore “spinta”. Sono consapevole del fatto che il tifoso palermitano non si sia completamente adattato alla categoria, giudicandola ovviamente passeggera. Nonostante tutto, è ancora un “tifoso di Serie A”, abituato alla visione di palcoscenici superiori e animato dalla necessità esasperata di applicare alla squadra un “gioco” perfetto. Ma in Serie D conta solo vincere.”

La nuova proprietà com’è stata accolta e com’è attualmente considerata? Il presidente Mirri è riuscito a riaccendere l’entusiasmo dopo la prima orribile parte di 2019?

“La nuova società rappresentata da Mirri e Di Piazza è stata accolta con grande fervore sin dai primi istanti della sua costituzione. Diversi soggetti hanno partecipato all’avviso pubblico indetto da Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo, per far ripartire il calcio in città. Nonostante le opzioni a disposizione, si è deciso di intraprendere una strada: restituire il Palermo ai palermitani. È inevitabile che la nuova società goda del totale appoggio e della spinta della piazza, in virtù dell’ambizioso obiettivo di tornare in Serie A. Un discorso non semplice progettualmente, considerando i proclami estivi che promettevano una sicura ascesa verso la Serie B, per poi cercare nuova linfa economica in grado di spingere la squadra nella massima serie italiana. Mirri è riuscito a far breccia nel cuore dei tifosi per i suoi modi di fare e per la sua capacità di restituire loro la dignità di tifare la propria squadra. L’intera piazza si è ricompattata riscoprendo l’entusiasmo di un tempo e gli oltre 10.400 abbonamenti, valsi il record assoluto per la categoria, rappresentano un esempio lampante di questo amore ritrovato. La fiamma è stata ovviamente alimentata dalla creazione di un rosa nettamente superiore agli standard della categoria e dall’incredibile striscia di vittorie consecutive che sembrava aver indirizzato la squadra di Pergolizzi alla caccia di qualsiasi record possibile, distraendola dall’unico obiettivo perseguibile: vincere il campionato.”

Dopo 10 vittorie consecutive, le battute d’arresto con Savoia e Palmese hanno lasciato intravedere delle crepe. Quali potrebbero essere le cause del calo? La vittoria con l’ACR Messina è bastata per lasciarselo alle spalle?

“Le sfide contro Savoia e Palmese hanno risvegliato il Palermo dall’idillio onirico, riportandolo alla dura realtà della Serie D. Per individuare le cause dell’appannamento è necessario analizzare le gare in questione. Col Savoia è prevalso il nervosismo, come dimostrato dell’espulsione ingenua di Ficarrotta. La prestazione degli uomini di Pergolizzi è stata scialba, anche a causa della caratura dell’avversario, abile a far giocare male i rosanero. In 10 vs 11, il Savoia ne ha approfittato per conquistare i tre punti grazie al gol di Diakite. Un discorso simile si può fare per la sfida della Palmese, dove il Palermo non ha mai rischiato nulla senza però mai affondare. In questo caso, il capro espiatorio potrebbe essere considerato il campo dello stadio “Lopresti” di Palmi, che ha messo in difficoltà i rosanero a causa delle dimensioni ridotte, rendendo impossibile l’imbastitura delle solite trame di gioco. Ai calabresi è bastato fermare e pressare le fonti di gioco rosanero per allontanare ogni pericolo. Già nelle trasferte di Nola e Biancavilla venne riscontrata questa problematica, ma il risultato fu diverso.
Non vorrei sembrare lapalissiano, ma le cause del calo vanno attribuite, tra le tante, alla sfortuna. Da qualche settimana il Palermo si ritrova falcidiato dagli infortuni (e dalla squalifica di Ficarrotta), fattore che ha ridotto drasticamente le opzioni a disposizione del tecnico Pergolizzi, che ha dovuto chiedere gli straordinari ai più giovani che, contemporaneamente, non presentavano una buona condizione fisica a causa delle tante partite successive disputate, a partire dai talentuosi Felici e Kraja. A questa situazione aggiungerei quel senso di appagamento, seppur piccolo, che può emergere quando sei primo in classifica con un notevole distacco e reduce da un incredibile filotto di vittorie. Contro l’ACR Messina abbiamo visto un Palermo carico e arrembante, nonostante l’emergenza creata dalle assenze. I rosanero non hanno mai rischiato, creando un grande numero di occasioni, per poi vincere il derby con la splendida esecuzione di Felici. Vincere partite del genere può darti una carica immensa per il prosieguo della stagione. Certamente ciò non basterà a risolvere definitivamente tutti i problemi, considerando che la squadra è attesa da un dicembre di fuoco, in cui affronterà 3 avversarie quotate per la zona alta della classifica, come Giugliano, Acireale e Troina. I rosanero incontreranno altri momenti “grigi”, come normale che sia, ma non penso che ciò intaccherà più di tanto la corsa verso la Serie C.”

Al netto dei valori espressi dall’attuale classifica, credi la rosa allestita in estate sia strutturata per centrare la promozione senza eccessivi patemi o ritieni che sarà necessario operare nella finestra di mercato per perfezionare qualcosa?

“Dal mio punto di vista la rosa del Palermo non ha eguali nel Girone I di Serie D, per tanti motivi: giovani talentuosi, profili di grande esperienza che hanno militato tra Serie A e Serie B e un grande attaccamento alla maglia, alimentato dai tanti palermitani presenti in rosa. A partire dal mese di agosto è stata costruita con una grande intelligenza e lungimiranza per ottenere l’obiettivo massimo della promozione in Serie C. Considerando i tempi estremamente ristretti, è stata comunque allestita una squadra in grado di primeggiare senza alcun problema. Nel mese di settembre è stata riscontrata l’assenza di una punta ulteriore per far rifiatare il tandem Ricciardo-Santana, casella poi colmata dall’acquisto di Sforzini, simile ad una ciliegina sulla torta. Tuttavia, pur ritenendo la rosa ampiamente in linea con le caratteristiche di questa serie D, ritengo che sia necessario intervenire sul mercato acquistando altri calciatori idonei a rinforzare la rosa e a diventare valide alternative agli “intoccabili”, magari sul fronte offensivo. Ciò servirebbe per ridurre al minimo possibile la remota possibilità di eventuali cadute ed emergenze.”

Ci sono calciatori che ti stanno particolarmente sorprendendo per il loro rendimento nell’arco di questi tre mesi? Quali sono i principali punti di forza dell’organico?

“Certamente sì e la maggior parte sono tutti “under”. Bene o male si conoscevano le doti dei calciatori più esperti come Ricciardo, Santana, Crivello e tutti gli altri. Ma ciò che sta facendo la differenza in questa squadra sono proprio i più giovani. Nel reparto difensivo mi sta sorprendendo Doda. Il giovane terzino albanese ha disputato gran parte delle partite con ordine e intelligenza, forse l’unico appunto che gli farei è di migliorare la sua propensione offensiva. A centrocampo vorrei mettere in risalto due calciatori: il primo è Martin. Sono rimasto sorpreso dalle caratteristiche del giocatore francese, è lui il vero motore del gioco del Palermo e la maggior parte delle azioni passano dalle sue geometrie. Incuriosisce anche la sua carriera giramondo, partendo dal Monaco fino all’arrivo in Scozia. Strano come un giocatore così “elegante” non abbia avuto una carriera di spessore. L’altro profilo interessante è Erdis Kraja. Il centrocampista albanese, arrivato in prestito dell’Atalanta, dove ha vinto il campionato primavera, ha sorpreso tutti per la sua duttilità e intraprendenza. Basta pensare che a Bergamo giocava spesso da difensore centrale, invece a Palermo svaria tra centrocampo e trequarti. Dal mio punto di vista, una delle note più liete è il classe 2001 Mattia Felici, trequartista/esterno in prestito dal Lecce, tutto dribbling, velocità e giocate di grande spessore. Sono sicuro che il suo futuro sarà davvero radioso. Alla spregiudicatezza e fantasia giovanile, aggiungerei come punti di forza l’attaccamento alla maglia indossata e la sicurezza difensiva, specialmente fuori casa, dove il Palermo vanta una delle migliori difese dell’intera Serie D.”

Parliamo ora del tecnico Pergolizzi. Cosa ha saputo trasmettere alla squadra in questi primi mesi? Si tratta dell’uomo giusto per guidare il gruppo verso l’obiettivo dei rosanero?

“Con la chiamata del Palermo, Pergolizzi ha coronato il sogno della sua carriera da allenatore dopo tante esperienze passate poco entusiasmanti. È un tecnico che sa lavorare bene con i giovani, non a caso è stato scelto facendo riferimento allo storico scudetto Primavera vinto sulla panchina del Palermo. Per qualche partita ebbe anche la possibilità di allenare in Serie A, sostituendo Guidolin. È una figura carismatica in grado di tenere coeso lo spogliatoio e di far tenere i piedi per terra a tutti i calciatori che compongono la rosa. È schietto e questa caratteristica è apprezzata dalla squadra. Sta dimostrando con i fatti di poter essere l’uomo giusto: 10 vittorie consecutive non sono roba da poco e una bella porzione di merito spetta al tecnico palermitano.”

Ci tenevo, tra i vari temi, a toccare quello del divieto di trasferta. Come giudichi la decisione della prefettura?

“Da una parte la ritengo giusta, dall’altra sbagliata. Giusta perchè è una scelta delle autorità competenti che hanno effettuato le dovute valutazioni per giungere ad una decisione del genere. Purtroppo la tifoseria del Palermo era finita nel mirino dell’Osservatorio per alcune azioni commesse durante le trasferte di Nola e Messina. L’episodio di Palmi, in cui si sono scontrate le due fazioni del tifo organizzato rosanero, non ha certamente aiutato in tal senso. Dall’altra parte la ritengo sbagliata per principio, il calcio dovrebbe solo trasmettere emozioni. A Giugliano, con la tifoseria rosanero presente, sarebbe stata senza dubbio una grande giornata di sport.”

La sfida coi gialloblù ha molti spunti di grande interesse. Quali pensi che potranno essere gli aspetti determinanti nello svolgimento della gara?

“Dal mio punto di vista, Giugliano-Palermo sarà senza dubbio una sfida molto equilibrata e “maschia”. Sarà interessante osservare questo scontro tra una squadra che ha sempre vinto tra le mura amiche, lasciando le briciole agli avversari, e il muro del Palermo, che secondo le ultime statistiche vanta la terza difesa migliore d’Italia in termini di reti subite, la migliore della Serie D nel rendimento esterno. Penso che per le due squadre, la continuità nel corso della gara sia l’elemento principale per imporsi e portare i tre punti a casa. Sicuramente non sarà facile per entrambe le formazioni: serviranno anche dei nervi saldissimi, considerando che il Giugliano giocherà la partita della vita e il Palermo vuole vincere a tutti i costi per consolidare il primato di campione d’inverno. Ciò che mi incuriosisce è la posizione del tecnico gialloblù Agovino, intenzionato a non creare particolari blocchi/gabbie nei confronti dei giocatori avversari. Di solito, le avversarie del Palermo cercano di limitare l’intraprendenza del regista Martin, il faro del centrocampo di Pergolizzi. Inoltre, ciò che mi incuriosisce è il duello reciproco tra gli attacchi, tra i migliori della categoria, e le rispettive difese. Penso che un calo di concentrazione, uno svarione difensivo o una giocata magica, possano decidere la gara in un senso o nell’altro.”

Un’ultima domanda è dettata dalla pura curiosità. Qual è la percezione che si ha dall’esterno di una realtà calcistica come quella di Giugliano?

“Dall’esterno, la percezione è che si tratti di una realtà seria, ambiziosa e consolidata. Nelle dichiarazioni e nelle partite dei tigrotti intravedo una fame di calcio “pulito”. Personalmente, rispetto molto questa realtà che già in estate venne definita come ostica per il cammino del Palermo, in virtù della rosa di qualità e degli innesti derivanti dall’ultima sessione di calciomercato, tra cui il bomber De Vena. Nonostante sia una “matricola”, la squadra sta comunque rispettando le aspettative di inizio stagione e lotta per la parte alta della classifica. È una stagione di assestamento, è vero, ma sono incuriosito dal futuro di questo club, chissà che non possa progettare un salto di qualità nelle prossime stagioni e approdare nei campionati professionistici. Peccato per la situazione stadio, unico neo del momento. Che vinca il migliore!”

 

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