Passione e competenza: Mango e Garofalo colonne del Giugliano

Nelle ultime settimane, ritenendo legittimo celebrare il raggiungimento del primo obiettivo stagionale del Giugliano, abbiamo avuto modo di tessere le lodi di chi ha permesso che il progetto arrivasse a un nuovo, meritato, checkpoint. L’esaltazione di Massimo Agovino e dei suoi concetti che stanno avendo la meglio sulle indisponibilità hanno preceduto le dichiarazioni dei presidenti Luigi e Gaetano Sestile.

Oggi è giunto il momento di porre l’accento sulla bontà dell’operato di Giovanni Garofalo e Franco Mango, rispettivamente direttore generale e direttore sportivo gialloblu. Due storie, le loro, diverse. Il curriculum di Franco Mango è un legittimo viatico da sfruttare. Ha battagliato nelle più nobili categorie (tra cui la Serie B), scritto pagine importanti nella storia recente del calcio campano. Una signorilità, la sua, che gli ha permesso di essere rispettato e apprezzato come persona e professionista. Il percorso di Garofalo, invece, ha due colori: il giallo e il blu del Giugliano. Ha visto rinascere questa società e aveva poco più di 20 anni quando non si arrendeva dinanzi alle difficoltà dettate dal fare calcio nei dilettanti, in assenza di strutture e spinto solo ed esclusivamente dalla sua passione e da quella di un folle innamorato di questi colori, che oggi ci ha fisicamente lasciato ma che è il principale carburante delle azioni societarie.

Salvatore Sestile è la persona che ha permesso a Mango e Garofalo di incontrarsi. Il Presidente era una persona intelligente, intuitiva, che sapeva riconoscere le qualità professionali ma soprattutto umane. Era consapevole di potersi fidare di loro per la direzione sportiva del club e, dunque, la costruzione della squadra. Vivere la quotidianità del Giugliano ci permette di capire quanto sia forte l’affinità tra i due. Spesso, al termine delle partite, passeggiano in campo per parlare delle più ampie questioni riguardanti i gialloblu. Giovanni spesso rimarca l’importanza di poter apprendere dall’esperienza di un dirigente come Mango, mentre quest’ultimo è ben lieto di mettere a disposizione la propria conoscenza per captare punti di vista diversi oppure complementari.

Un lavoro di squadra, dunque. Non è il singolo che prevale, questa tipologia di meritocrazia (che meritocrazia non è) non appartiene ai dirigenti del Giugliano. Concludiamo, certi della loro approvazione, raccontando due aneddoti, uno per parte, che testimonia il loro affiatamento.

Cominciamo con Mango. Erano i primi giorni della scorsa stagione. Caldo estivo, il progetto TuttoGiuglianoCalcio nato da poco. Conosciamo Franco Mango, che ci accoglie da subito come fossimo nell’ambiente Giugliano da una vita con le seguenti parole: “Ragazzi, questa è una famiglia. Per qualsiasi dubbio contate su di me, sulla famiglia Sestile, su Giovanni Garofalo“. Poteva mettersi un gradino sopra Giovanni, che in quel frangente non era presente, ma non l’ha fatto. Cari lettori, crediamo che questo virgolettato possa bastarvi.

Giovanni con il tempo e con le difficoltà ha capito come ragionare da dirigente. Questo processo, per nulla scontato, è stato anche dettato dall’intelligenza mostrata nel saper ascoltare. Dote che non tutti hanno, eppure è tra le cose più semplici e lodevoli. In una delle interviste che il DG ha avuto modo di rilasciare ai nostri microfoni, nel corso di un rapido scambio di battute a microfoni spenti, disse al sottoscritto: “Ascoltare Franco Mango è importante. Ha esperienza, conosce il calcio in ogni suo lato“. Pura umiltà. Amici prima che colleghi.

Uniti verso l’obiettivo comune: Franco Mango e Giovanni Garofalo, colonne di una società unita e compatta.

 

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