Ricordare per amare – Arriva l’inverno, la stagione entra nel vivo

Quest’oggi parliamo, anzi ricordiamo, l’autunno e il primo inverno del Giugliano. Dall’Ottaviano in poi arrivano due momenti opposti e che, col senno di poi, segnano forse gli scricchiolii embrionali della squadra di Antonio De Stefano. Tre vittorie consecutive (Barano, Afro Napoli e Albanova) seguite da altrettanti pareggi (Gladiator, Afragolese e Puteolana) che sanno di primo, reale, stop stagionale. Eppure il Giugliano è squadra che diverte. Difficilmente ci si annoia e spunti di riflessione non mancano. È una compagine, quella gialloblu, che mi trascina. I miei fidi compagni di viaggio sono dello stesso avviso. Una caratteristica, questa, difficile da rappresentare con un pensiero lineare perché si sa, l’emozione non ha voce. Quello che ha reso, rende e renderà il Giugliano diverso agli occhi di chi lo segue è la passione che nasce anche dal più banale dei gesti atletici. La squadra, accantonando momentaneamente i risultati, mi ha sempre dato l’impressione di voler continuamente alzare i giri del motore. Alle volte è possibile, altre no. La nobiltà dell’intento, però, è innegabile. De Stefano e Agovino, sotto quest’aspetto, hanno un tratto comune. Sono empatici. Hanno emozioni che cercano di filtrare verso la squadra, che ha dunque assimilato questo approccio sicuramente passionale al lavoro.

Torniamo al campo. Arriva dicembre, il mese che precede la rivoluzione di cui parleremo a stretto giro. Vittoria contro la Virtus Volla, un occhio alla classifica che è tremendamente corta e una trasferta in quel di Forio dove Caso Naturale decide di dare la prova concreta del perché nelle categorie superiori dovrebbero aggiornare i propri registri. Tripletta, tre punti e una tempesta che si abbatte in campo e non solo, dato che il maltempo impedisce alla squadra di rientrare. A tal proposito, l’amico e collega Giuliano Pirozzi, superbo commentatore al seguito della squadra nella passata stagione, mi parla dell’enorme disponibilità mostrata dal Presidente Sestile nei loro confronti. Non mi sorprendo, dato lo spessore della persona in questione, ma simili aneddoti meritano di essere detti e ripetuti. Non me ne voglia Giuliano, che saluto.

La settimana successiva il Giugliano gioca in casa contro l’Aversa Normanna, avversario disastrato dal destino segnato seppur manchi ancora più di metà stagione. Partita che viene vinta agevolmente, eppure dopo pochi minuti balza all’occhio del sottoscritto e di Emanuele Garbato, presente quel giorno allo stadio, un attaccante che crea più di un grattacapo a Carbonaro e Cassandro. È giovane, rapido, ha efficacia ed estetica, interpreta divinamente il momento e gestisce la scelta conseguente in maniera impeccabile. Segna anche il gol del momentaneo 1-1. Si chiama Antonio Orefice. A fine partita, prima delle interviste di rito, io ed Emanuele scambiamo due chiacchiere con Giovanni Garofalo: “Giovanni, bravo questo Orefice”. Lui fa un po’ il vago, com’è giusto che sia. Il motivo? Lo seguiva da tempo e l’avrebbe bloccato poco dopo. Quest’anno i tifosi hanno imparato a conoscerlo per bene.

Alla prossima puntata!

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.