Ricordare per amare – L’Albanova sembra fatale, ma calcio e speranza alla fine hanno la meglio: è spareggio

Buonasera, innanzitutto. Dopo qualche giorno sono nuovamente qui con voi a raccontare il percorso del Giugliano. Entriamo nel vivo della stagione, porzione di annata in cui le partite valgono più di tre punti. Ci siamo lasciati con la vittoria contro l’Afro Napoli e ci ritroviamo con la partita che sembrava aver messo fine alle speranze del Giugliano. La trasferta di Casal di Principe contro l’Albanova si era trasformata in un pomeriggio da incubo. Senza Fava e Tarascio, con il mister assente in settimana a causa di un forte attacco febbrile, la partita non poteva che essere complicata. Così fu, nonostante il vantaggio iniziale. Rosario Di Girolamo in settimana è intervenuto sui nostri canali social e, cogliendo l’occasione per ringraziarlo nuovamente per la solita, eccelsa, capacità argomentativa, ha raccontato al sottoscritto e alla redazione intera di Tuttogiuglianocalcio come, al termine di quel match, ci fosse una sola persona positiva: il Presidente Salvatore Sestile. Carisma e serenità, doti che contraddistinguevano il Pres e che hanno coinvolto l’intera squadra, che ha prontamente reagito nel match successivo contro l’ostico Gladiator. Un 3-1 scaccia cattivi pensieri e che anticipa una partita decisiva come la trasferta di Afragola. Una giornata particolare, dove Massimo Agovino mostra perché l’Eccellenza a fine stagione avrebbe dovuto ringraziarlo per essere stato ospite di una categoria che non gli appartiene. Il 3-rombo-3, analizzabile come 3-3-1-3 messo in campo dal tecnico, con l’ausilio di una squadra pienamente coinvolta nel progetto tecnico, come avremo modo di ribadire per tante (ma mai abbastanza) volte, è un capolavoro. La partita non fu bellissima, anzi, ma il campo alle volte lancia dei segnali che vanno interpretati oltre il risultato, che ad ogni modo fu positivo grazie ad una vittoria al cardiopalma firmata Bacio Terracino, pedina fondamentale nello scorso finale di stagione. Una squadra oggettivamente sotto pressione, con l’onere di vincere le proprie partite e, allo stesso tempo, attendere risultati da altri campi, reduce inoltre da sfide logoranti e coinvolta in una categoria dove spesso non c’è spazio per l’innovazione, difficilmente cambia. Lì deve accendersi la lampadina e capire che il modulo è una semplificazione per noi spettatori e che ai calciatori può servire solo come filtro per assimilare più velocemente un concetto, ma il calcio è altro. I principi non hanno numeri, possono e devono avere geometrie e sono sublimati dalle relazioni, che nel Giugliano di Agovino passo dopo passo hanno raggiunto la quintessenza. Lì, nonostante il divertimento provato nel vedere la squadra giocare, come ribadito nelle scorse puntate, fu la prima volta che mi accorsi che il mister fosse diverso, nell’accezione assolutamente positiva del termine. Pensa, studia, sperimenta, attua, modifica. Un ciclo continuamente in divenire. Fantastico.

La settimana successiva il Giugliano vince 1-0 contro la Puteolana grazie a un gol di De Rosa, mentre la Frattese viene fermata dall’Afro Napoli. Il distacco si assottiglia, ora sono due punti. La tensione sale, mancano tre partite. I Tigrotti passano sul campo della Virtus Volla per 2-1, assisto alla partita vicino a Gaetano Sestile, ragazzo speciale. Sa che provo immensa stima per lui. Era lì, tra la sua gente. Buon sangue non mente. La Frattese trionfa, faticando, sul campo dell’Albanova. Penultima giornata. Il Giugliano liquida in scioltezza il Real Forio (Rosario Di Girolamo ha legittimamente citato nella diretta realizzata in settimana il gol di Messiana memoria realizzato da Crescenzo Liccardo, un pallonetto con il mancino per il quale bisogna ancora inventare le giuste parole). La Frattese ospita il Gladiator in una partita difficilissima per i nerostellati, che trionfano 2-1 al 94′. Un colpo che poteva lasciare strascichi non indifferenti nei gialloblu, ma la squadra restò compatta perché c’era un’ultima giornata da affrontare.

Contro l’Aversa Normanna, senza giri di parole, è un allenamento. 9-2 e radioline costantemente sintonizzate sul match tra Afragolese e Frattese. Un aut aut in tutti i sensi. Termina prima il match dei Tigrotti, poi quello del Moccia, dove Domenico Maggio regala una perla di rara bellezza che inchioda il punteggio sull’1-1. Arriva il triplice fischio. Sarà spareggio. È una festa, scorrono lacrime di gioia dagli occhi dei tifosi gialloblu. I dirigenti si abbracciano, la rincorsa è terminata positivamente. La squadra esulta, sembrava impossibile ma ce l’hanno (quasi) fatta. Difatti non è finita, manca l’ultimo atto. C’è profumo di storia.

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