ESCLUSIVA TGC – Di Girolamo: “La nostra forza è il collettivo. Savoia? Avversario ostico ma siamo sereni”

ROSARIO DI GIROLAMO GIUGLIANO / Conoscenza del gioco, qualità ed esperienza al servizio del Giugliano. Rosario Di Girolamo ha ampiamente smentito gli scettici che non avrebbero puntato su di lui per il ritorno in Serie D del Giugliano. Massimo Agovino ha fortemente creduto nel difensore centrale classe ’84 e ha avuto ampiamente ragione. Oltre che per indiscutibili valori tecnici, Di Girolamo è un perno dello spogliatoio, e questo è un elemento che non può essere sottovalutato. Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, ecco le sue dichiarazioni in vista della sfida contro il Savoia.

Rosario, la partita di domenica è una di quelle che, nel corso di un campionato, danno stimoli diversi, speciali. Come arrivate all’appuntamento?

“Sereni. Sappiamo che sarà una partita importante, non solo perché parliamo di un derby, ma anche per il rispetto che bisogna avere nei confronti di un avversario come il Savoia, attualmente al secondo posto e, sin dall’inizio della stagione, sia per la rosa che per il blasone della compagine, antagonista del Palermo”.

Dopo la vittoria contro il Corigliano Calabro, Agovino ha subito fatto capire che il mantra del Giugliano deve essere la costante applicazione e dedizione nel lavoro settimanale, a prescindere dall’avversario. Il primo pensiero deve quindi essere rivolto sempre a se stessi. Quant’è importante per voi avere questa filosofia?

“Per noi ciò è importantissimo, ma ritengo che debba essere un modus operandi tipico in una squadra di calcio, perché non bisogna guardare in casa di altri bensì pensare a se stessi e alle proprie qualità. Siamo una squadra che deve lottare, battagliare e avere i giri del motore alti, perché non appena abbassiamo l’asticella dell’intensità non riusciamo a offrire prestazioni come quelle che stanno caratterizzando questo periodo. Siamo una realtà che costruisce le proprie fortune sul gruppo e sull’unione, ovviamente ci sono elementi che possono risolvere le partite, ma è il collettivo a trainare ed a risolvere qualsiasi tipo di problema, sia in campo che fuori”.

Tu, il capitano Liccardo, Caso Naturale, Alvino, Manzo. Una parte importante di questo Giugliano ha indossato la maglia del Savoia. Parlando di te, che sapore ha una sfida simile?

“Sarà un’emozione non indifferente. Liccardo, Caso Naturale e il sottoscritto con il Savoia hanno vinto oltre che giocato, e quando ciò accade si instaura un rapporto con la piazza che va oltre. Fu una bella annata, ma adesso difendiamo i colori del Giugliano e faremo di tutto per accontentare i tifosi gialloblu”.

Come detto poc’anzi, gli ex non mancano. Una partita simile, per voi, ha dunque un sapore speciale. Allo stesso tempo, dato che abbiamo citato alcuni tra i calciatori più esperti e carismatici della cosa, dovete sicuramente cercare di tranquillizzare il gruppo per permettere alla serenità di regnare sovrana. Quant’è difficile gestire queste due differenti emozioni?

“L’atmosfera che si è creata attorno a questa partita è comprensibile, perché parliamo di un derby oltre che di una partita importante, tra due squadre attualmente nella parte alta della classifica. Nello spogliatoio, però, è importante che passi regni sovrana la tranquillità, perché non è un match che va affrontato in maniera diversa rispetto a quelli contro Corigliano oppure Nola. Come dicevo poco fa, siamo consapevoli del valore del Savoia, ci teniamo a fare bella figura anche per la cornice di pubblico che ci sarà ma è una sfida da affrontare come abbiamo sempre fatto. Gli obiettivi delle due compagini sono diversi, quindi dobbiamo stare sereni e, come chiesto dal presidente, divertirci e far divertire”.

Si affrontano la seconda e la terza della classe, inutile girarci attorno: è il match di cartello di giornata. Posto che chi chiede al Giugliano di fare il passo più lungo della gamba non fa altro che sovraccaricarvi di una deleteria pressione, ma vi aspettavate, a inizio di stagione, di giocare una partita simile in questa posizione di classifica?

“Sì e no. Mi spiego meglio: sin dall’inizio, anche quando le cose non andavano bene, eravamo certi del valore della nostra rosa, sia a livello umano che calcistico. A partire dal ritiro le sensazioni erano positive, ma bisogna considerare che sono arrivati nuovi calciatori ed era quindi necessario un lasso di tempo di fisiologica conoscenza reciproca per esprimere il calcio che stiamo mettendo in mostra. Serviva tempo, per l’appunto, ma non abbiamo mai avuto dubbi sulle nostre possibilità. In cuor nostro sapevamo di poter fare qualcosa di importante, non siamo quelli visti nelle prime uscite e l’abbiamo dimostrato. Prima o poi la svolta sarebbe arrivata e così è stato”.

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