ESCLUSIVA TGC – Sestile: “Academy? E’ la linfa vitale della società. Sulla partita a porte chiuse col San Giorgio… “

SESTILE GIUGLIANO SAN GIORGIO – Salvatore Sestile a Giugliano non ha riportato semplicemente il calcio, ma la speranza. L’evento in chiesa da lui fortemente voluto ha dimostrato una volta di più l’affiatamento che ha saputo creare tra squadra di calcio e comunità. I veri protagonisti sono stati ancora una volta i piccoli, che hanno potuto godere di un contatto diretto con la prima squadra. Intervistato in esclusiva dalla nostra Redazione, il Presidente è tornato volentieri sulle tante note positive che stanno emergendo nell’ambiente. Il discorso si è poi concluso con una dura critica circa la scelta di far disputare a porte chiuse il match di domenica in casa del San Giorgio.

Salve presidente Sestile, vorrei cominciare con una considerazione su quanto di bello è accaduto durante la Santa Messa da lei organizzata. Ciò che si è percepito fuori e dentro la chiesa è che il suo progetto prima di essere tecnico sia soprattutto sociale. Conferma?

“Assolutamente. Il mio obiettivo è evangelizzare quanto più possibile il discorso calcistico, avvicinando i ragazzi al messaggio cristiano. In una città come la nostra dove c’è carenza di valori come fraternità, lealtà e amicizia a causa del materialismo, noi vogliamo portare un esempio diverso. Di Giugliano si sente troppo spesso parlare in maniera negativa, attraverso lo sport cerchiamo di mostrare una strada migliore. Questo è il campionato che tengo di più a vincere.”

La sua attenzione verso i giovani trova un riscontro nella floridissima Academy. Le va di spendere alcune parole a riguardo?

“Per noi è la linfa vitale della società, un fiore all’occhiello per correttezza e fair play. Lo scopo è formare non soltanto il calciatore, ma anche il cittadino. Non è detto che tutti arrivino al traguardo del professionismo, ma attraverso l’apprendimento delle norme civiche potranno certamente diventare degli ottimi uomini in qualsiasi ambito. Gli insegnamenti dello sport sono propedeutici alla vita quotidiana. Consideriamo questo binomio imprescindibile.”

Sotto l’aspetto strettamente sportivo i giovani stanno dando grandi soddisfazioni: per Mennella, Capone e D’Angelo è arrivata la chiamata per il Torneo delle Regioni Juniores…

“Ciò è motivo di grande orgoglio. Siamo felici di aver da tempo acquistato il cartellino di tutti e tre e ben consapevoli del prestigio della convocazione. Sono giovani di grande prospettiva, un vanto per tutto il Giugliano.”

Tornando alla prima squadra, è giunta una notizia niente affatto felice: la partita di San Giorgio si giocherà a porte chiuse. Tante volte quest’anno stiamo assistendo a decisioni del genere, qual è il suo pensiero?

“Si tratta dell’ennesima sconfitta del calcio campano e di tutti i preposti alla pubblica sicurezza. Se perdurassero questi continui divieti, potrei anche prendere qualche decisione drastica per dare un segnale a tutto l’ambiente. Proprio per quanto abbiamo detto in precedenza, non possiamo accettare certe prese di posizione: una partita senza tifosi è come un teatro senza pubblico. Lo spettacolo viene a mancare e lo scenario diventa squalificante. In Coppa Italia siamo stati a San Giorgio e non è successo nulla, tra le due tifoserie non ricordo alcuno screzio. Così non è più calcio, non è giusto far passare per delinquenti coloro che supportano un progetto fondato sul senso civico. Noi siamo persone perbene, la proprietà del San Giorgio è formata da professionisti altrettanto corretti. Siamo due bellissime realtà dello sport dilettantistico e decidono di penalizzarci in questo modo. Perché?”

 

EMANUELE GARBATO

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