Giugliano, non può essere un Caso

Cinque gol in dieci partite di campionato. Una rete ogni 157 minuti. Non deve passare inosservato il rendimento di Vincenzo Caso Naturale in questa stagione. Ci scusi Vincenzo per il gioco di parole utilizzato nel titolo ma, per l’appunto, non può essere un Caso. L’attaccante del Giugliano sta acquisendo, partita dopo partita, un peso sempre maggiore nella gestione della proposta offensiva dei suoi. I quindici gol realizzati in Eccellenza nella passata stagione hanno rappresentato un cospicuo biglietto da visita per le difese avversarie, ma il classe ’90 ha deciso di alzare ulteriormente l’asticella.

Non che nella scorsa annata questo elemento non fosse presente, ma la sensazione è che Vincenzo abbia acquisito la definitiva consapevolezza di saper essere un calciatore decisivo. Questo, però, ed è qui che bisogna porre l’accento, non l’ha portato a vestire i panni del solista, anzi. La sua propensione al sacrificio si tocca con mano, il dialogo con i compagni è costante (e, nel corso della stagione, per ciò che concerne l’intesa con Alvino e De Vena, con i quali compone il tridente maggiormente utilizzato da Agovino, punterà a raggiungere la miglior versione possibile) e la scelta della giocata è praticamente sempre esatta. Sa quando puntare l’uomo, quando scaricare il pallone e che movimento fare per mettere i compagni nella condizione di servirlo o semplicemente avere un nuovo corridoio di gioco.

Altra qualità determinante di Caso Naturale è l’esercizio del tempo. Se si volesse provare a contare il numero dei duelli aerei persi dal ragazzo da quando milita nel Giugliano, si farebbe fatica ad arrivare in doppia cifra. Eppure non parliamo di un gigante. Questo accade perché in lui c’è una spiccata rapidità di pensiero. Vincenzo padroneggia il momento, non è da tutti. A suon di buone prestazioni, facendo dunque parlare il campo, sta metaforicamente gridando al mondo del calcio che quest’ultimo ha un enorme debito nei suoi confronti.

Continuando così, i professionisti dovranno accogliere Vincenzo Caso Naturale a braccia aperte. Magari con la maglia diventata la sua seconda pelle. E, per un calciatore così talentuoso, non potrà essere un Caso ma un atto dovuto.

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